Amatller, la sua storia

Il 12 marzo 1898 l’industriale Antoni Amatller acquistò la tenuta al civico 101 (poi ribattezzato 41) di Passeig de Gràcia costituita da una palazzo di quattro piani.
L’edificio costruito nel 1875 seguiva le regole guida stabilite nel Piano Cerdà.

Antoni Amatller commissionò la ristrutturazione del palazzo a Josep Puig i Cadafalch per convertirlo nella sua residenza.
L’architetto, formatosi ai tempi della Renaixença, aveva un suo particolare stile costruttivo.
Nei suoi scritti diceva…

La Catalunya era un paese che era stato uno dei poteri del Mediterraneo medievale e che, dopo aver attraversato diversi secoli di decadenza, aveva recuperato il suo potere economico per tutto il 19mo secolo grazie all’industrializzazione.

Il Paese aveva bisogno di proiettare una nuova immagine attraverso l’architettura moderna mostrando la società catalana nella sua evoluzione con uno sviluppo delle glorie passate, delle arti tradizionali per adattarle ai nuovi materiali ed ai nuovi bisogni.

Per raggiungere questo obiettivo fu essenziale la collaborazione con laboratori artigianali che, risorti e rafforzati dal rinascimento letterario e storico, costituivano il collettivo capace di trasformare i progetti architettonici in realtà.

Chi era Amatller?

Nato nel 1851 ricevette il testimone dell’azienda (produttori di cioccolata) di famiglia ancor prima del venticinquesimo anno d’età.
Aveva viaggiato tanto, in lungo e in largo i paesi europei, visitando i principali produttori di cioccolato e con le informazioni raccolte poté dare sviluppo alla nuova fabbrica di produzione industriale nel 1878.

L’efficacia della linea di produzione e la qualità delle materie prime non fecero altro che aumentare il prestigio dell’azienda supportati da una tecnica innovativa di marketing: la pubblicità.

La “propaganda” tramite i manifesti di Alfons Maria Mucha furono vere e proprie opere d’arte invidiate da chiunque.

Oltre ad occuparsi della gestione produttiva Amatller era un grande appassionato di fotografia ed insieme ad Pau Audouard, uno dei massimi esponenti barcellonesi di questa arte, fondò la Spanish Photographic Society partecipando anche a concorsi internazionali ricevendo consensi dai famosi colleghi newyorkesi.

La facciata

Le connotazioni stilistiche sono differenti: dal romanico al barocco con una elegante e armonica unione di forme e grandezze.
La conformazione verticale e stretta della palazzina è stata rifuggita grazie al gioco di aperture alternato.
Pari e dispari insieme all’alternanza di stile che culmina con la “corona” a gradini unica nel suo genere.

Un dato molto importante che l’architetto ha voluto per questo edificio è stata la componente di colore.
Un graffito su base bianco, ocra e ocra rossa con piastrelle smaltate e dalla lucentezza metallica.
Il verde per gli infissi di legno ed il nero del metallo, il grigio pietra Montjüic e le abbondanti decorazioni scultoree completano un “discorso” iconografico che riflette armonia.

La ristrutturazione di Casa Amatller ha costituito una radicale trasformazione dei criteri stabiliti nel Piano Certà durante l’espansione della città.
Puig i Cadafalch pur sembrando lineare e geometrico rompe gli schemi  superando di 22 metri l’altezza imposta dalla normativa aggiungendo cromatismo come elemento caratterizzante.
Di fatto l’architetto fu l’artefice del fattore di singolarità in un contesto concepito dall’uniformità, segnando l’irruzione del Modernismo nell’Eixample di Barcellona.

Il piano terra

L’intervento dell’architetto ovviamente non si è fermato alla parte esteriore, immediatamente visibile ma pure al suo interno.
Qui sono stati riorganizzati gli spazi costruendo uno spazio maestoso dove ci danno il benvenuto i lampioni in stile sevillano con un doppio sistema di illuminazione: elettrico ed a gas.


I due imponenti pilastri su cui poggia la parete principale del cortile interno danno ampio spazio ad una scalinata tipicamente medievale come i palazzi di calle Montcada che conduce al piano nobile della residenza.
Sopra di noi una maestosa vetrata modernista che regala luminosità per tutta la giornata ad un ambiente che diversamente sarebbe quanto mai gotico.

Sul lato che oggi ospita il Café-Shop, ancora con la sua vetrata originale, vi era il garage della Hispano-Suiza del Signor Amatller e la cucina di servizio.


Schizzo del modello Hispano-Suiza
penaltigolesgol.blogspot.it

Saliamo, rivive il ‘900

L’architrave della porta principale ospita una coppia con abiti tradizionali catalani e ci conduce alla sala dove il visitatore incontra un messaggio di benvenuto con un mosaico romano sul pavimento:

Deu vos do bon dia y bona hora

che letteralmente tradotto sarebbe “che Dio vi dia buon giorno e buon proseguimento…”

Alcuni muri maestri trasformati con arcate sono le tra le principali, ed uniche, trasformazioni della struttura interna con il solo intento di ottenere maggiore spazio.

Le stanze sul lato di Passeig de Gràcia sono le camere da letto del Sig. Amatller (separatosi dalla moglie nel 1877) e della figlia, con maestose porte con allegorie scultoree, oggetti da collezione nella prima stanza mentre nella camera della figlia uno stile più consono alle virtù di una ragazza ovvero laboriosità, fedeltà e femminilità.

Nel soggiorno ammireremo la collezione di vetri archeologici con vetrine progettate espressamente all’uso.
Dopo le camere da letto, andando all’interno dell’edificio, seguono gli spogliatoi, i bagni dove potremo ammirare nei vari corridori le preziose rifiniture marmoree oltre alla ricercata sequenza di archi ad ispirazione islamica valorizzando gli spazi forse un po’ angusti.

Il restauro del 2009

Un accordo tra il Comune di Barcellona, il Dipartimento della Cultura della Generalitad de Catalunya e la Fondazione Amatller ha reso possibile l’inizio del Progetto Culturale per il Restauro di Casa Amatller con un budget totale di quasi 5 milioni di euro.

Da subito il restauro della facciata, poi il rinforzo del pavimento dei singoli piani e poi la scalinata con il suo decorato ed imponente lucernario, per arrivare alla restaurazione delle pareti, degli arredi e dei pavimenti.
Infatti durante la visita vi “obbligheranno” a indossare dei calzari tipo quelli da sala operatoria allo scopo preventivo di non tornare a rovinare un parquet originale e di grande valore.
Carrozzine, sedie a rotelle, stampelle, treppiedi per macchine fotografiche e scarpe come “tacchi a spillo” non vi consentiranno l’ingresso.

Il successo del restauro è stato possibile grazie all’enorme quantità di informazioni storiche che ha garantito il rigore d’intervento.
La vecchia documentazione fotografica, i progetti originali dell’architetto con schizzi, disegni e note costruttive… una grande fortuna per i professionisti che hanno potuto ridare prestigio e valore ad un palazzo modernista dal valore storico unico.

In ultimo la più grande sfida: l’integrazione degli impianti a norma di legge, senza danneggiare la decorazione originali, dei sistemi di antincendio, di allarme contro le intrusioni, delle telecamere di sorveglianza e la climatizzazione, oltre alle installazioni elettriche potendo simulare l’illuminazione originale permettendo al contempo di poter vedere in modo corretto i particolari della casa e le collezioni in essa contenute.

La storia di Barcellona è qui

Visitare Casa Amatller vuol dire conoscere una delle famiglie che ha fatto la storia della città aprendola al modernismo che tutti conosciamo.
Un modernismo che era possibile grazie ai ricchi industriali vogliosi di bellezza per le proprie residenze.
Un modernismo che trasformò quel progetto di “città uguale per tutti” con note di singolarità uniche.
Un modernismo che è divenuto l’espressione culturale di una rinascita politica e sociale volendo recuperare in primis l’identità catalana.
Un modernismo che animò non solo gli architetti ma tutti gli artigiani con nuovi interni e nuove decorazioni.

Se volete prenotare la vostra visita vi consiglio di fare CLICK sull’immagine qua sotto…

Cosa comprende la vostra prenotazione?:

A seconda dell’alternativa prescelta:

  • Visita guidata di 60 minuti della Casa Amatller nella lingua prescelta.
  • Visita video guidata di 40 minuti della Casa Amatller nella lingua prescelta.
  • Visita video guidata di 40 minuti della Casa Amatller + assaggio di cioccolata in tazza.

Orario: da lunedì a domenica.

  • Visita guidata (60 minuti): alle 11 (inglese), alle 12 (catalano) e alle 17 (spagnolo-castigliano).
  • Visita video guidata (40 minuti) in spagnolo (castigliano), catalano, inglese e francese: 10, 11.30, 12.30, 13, 13.30, 14, 14.30, 15, 15.30, 16 e 17.30.
  • Visita video guidata + assaggio di cioccolata in tazza in spagnolo (castigliano), catalano, inglese e francese: 10, 16.30 e 18.

Chiuso: 25/12.

 

 

 

 

 

 

 

 

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