Camp Nou, il tempio pagano

Essere o non essere amanti dello sport poco importa.
Mettere piede al Camp Nou, lo stadio più grande d’Europa, è una esperienza che prima o poi dovrete fare.

Dal catalano “Campo Nuovo”, lo stadio di Barcellona, inaugurato nel 1957 ha sostituito in tutto e per tutto il vecchio impianto Les Corts ed è un monumento che attualmente raccoglie tanti turisti quanti ne ricevono la Sagrada o Park Güell…
Lo so, sembra impossibile ma è così.

In effetti, non essendo tifoso, io stesso sono basito da numeri così eloquenti.
Tant’è che per poterne parlare mi sono documentato ed ovviamente messo in strada.

Metro L5 (linea blu) con direzione Cornellà Centre e fermata BADAL, oppure Metro L3 (linea verde) direzione Zona Universitaria e fermata LE CORTS.

In entrambi i casi qualche minuto di passeggiata ed eccoci arrivati davanti a questo monumento che presto sarà al centro di un importante rinnovamento per mano dell’architetto Norman Foster portando la capienza a 106.000 oltre ad un importante restiling: copertura integrale di tutti i settori, nuovi parcheggi sotterranei, una tribuna autorità “spettacolare” ma più di tutto sarà la facciata esterna ad essere la gioia per gli occhi di tutti.
Sarà interamente ricoperta da pannelli in led che all’imbrunire proietteranno giochi di luce e video!… se siete tifosi ed avete girato un po’ di stadi vi verrà in mente l’Allianz Arena di Monaco di Baviera!

L’intera facciata che avvolgerà lo stadio sarà un mosaico (neanche a dirlo!) che riprenderà i colori della squadra (blu e granata) e della bandiera catalana (giallo e rosso): luci, mosaico, pannelli colorati e giochi di led… e come ha confessato l’architetto Foster:

“una chiara dichiarazione di ispirazione a Gaudí, utilizzando la tecnica del trencadis con la tecnologia moderna”.

 

La sua storia

Se Madrid da poco più di un decennio aveva eretto l’Estadio Santiago Bernabéu, Barcellona volle rispondere con la ristrutturazione totale del vecchio stadio Les Corts.

Oltre 288 milioni di pesetas (circa 1.730.000 euro attuali) unitamente al ricavato della cessione del calciatore Suarez, permisero il completamento nel 1961 della struttura che oggi possiamo ammirare.

 

Culé

Il vecchio stadio Les Corts aveva una parte di mura di recinto che se scavalcate potevano permettere di vedere la partita: “los aficionados” del FC Barcelona mentre erano arrampicati per vedere i loro beniamini mostravano lo “spettacolo” dei loro sederi… ed è così che i tifosi più sfegatati ora vengono soprannominati.

 

Perché essere qui

Quando sarete nei piazzali esterni lo stadio più grande d’Europa probabilmente non riuscirà a trasmettervi la sua imponente grandezza.
Ma entrando vi renderete conto dell’esperienza unica: visiterete gli spogliatoi e camminerete nel tunnel che porta al campo, proprio come i più grandi campioni, ed i selfie sugli spalti si sprecheranno così pure nella tribuna stampa ma più di tutti avrete la possibilità di visitare il museo della squadra: veramente emozionante.

 

Più di un club!

Il motto che troverete scritto sullo sfondo della tribuna è MÉS QUE UN CLUB.

In effetti è proprio vero: essere al Camp Nou vuol dire essere più che in uno stadio.
L’entusiasmo per il calcio qui a Barcellona raggiunge livelli altissimi e tutta la città è in fibrillazione quando viene svolta una partita del Barça.
Il club fondato nel 1899 è uno dei quattro club spagnoli ad essere gestito direttamente dai soci in forma di azionariato popolare: attualmente sono circa 172.000.
Ha esercitato nel corso della propria storia una funzione rappresentativa di difesa dei valori catalani legandosi sempre alle attività ed azioni per la difesa della cultura e della lingua catalana.
Per esempio il capitano della squadra, eccezion fatta per il periodo franchista, è sempre di origine catalana e non è un segreto che il FC Barcelona si sia schierato in più di una circostanza a favore delle rivendicazioni autonomistiche della Catalogna.

Malgrado il suo legame inscindibile con i costumi catalani, il club ha potuto fare affidamento su un cospicuo numero di appassionati provenienti dall’intera Spagna, attratti dai valori sportivi del club.
Alcuni storici, tuttavia, hanno sostenuto che, al di là dell’elemento sportivo, molti aficionados del FC Barcelona simpatizzano per questo club perché vi vedono una sorta di alternativa al “centralismo politico” con cui è identificato il Real Madrid, la squadra della capitale, specialmente dagli anni della dittatura franchista.
Proprio in quegli anni fu coniata la frase «més que un club» («più di un club»), che sarebbe diventata il motto più conosciuto del FC Barcelona.

In una delle vetrate di Santa Maria del Mar c’è il logo del FC Barcelona!
Non è una mescola di sacro e profano ma semplicemente la firma di una donazione effettuata dal club per la ristrutturazione di una delle vetrate a seguito dell’incendio che devastò la chiesa sul finire del 1960.

 

Un Club solidale

Già dagli anni ottanta il club si è mostrato mosso anche dal senso di solidarietà.
Una amichevole a beneficio dell’UNICEF tra il Barça e la Human Stars, una selezione dei migliori calciatori del mondo dell’epoca, fu la prima delle esperienze di beneficenza alla quale ne seguirono numerose, come per esempio per la lotta contro la droga o i “senza tetto”.
Con l’arrivo del presidente Joan Laporta la dirigenza ha mostrato maggiore interesse incrementando i fondi destinati alle cause sociali.
In ultima nel 2005 si deve ricordare l’amichevole giocata con una selezione di giocatori israeliani e palestinesi, uniti per la prima volta in una unica squadra.

Dal 2006 il club devolve ogni anno lo 0,7% del ricavato annuale societario all’UNICEF.
Sembra poco? Euro più euro meno dovrebbe essere circa 2 milioni e mezzo…

Inoltre il Barcellona, nel periodo 2006-2011, ha collocato il logo dell’UNICEF al centro delle proprie maglie, contravvenendo alla storica regola del club secondo cui ogni tipo di pubblicità sulle divise era proibita.
Dal 2011 il logo dell’UNICEF è passato sulla parte posteriore delle maglie, mentre sulla parte anteriore compare il marchio della Qatar Foundation.

È indubbiamente il club più ricco al mondo con un budget di circa 400 milioni di euro, secondo solo al Real Madrid ma più di tutto è il club più amato e popolare d’Europa con oltre 57 milioni di tifosi e con un valore societario di oltre 700 milioni di dollari.

Dal 2010, in occasione dell’arrivo di David Villa, il Barcellona ha deciso di inserire nel contratto dei suoi giocatori una clausula antirazzismo secondo la quale i giocatori verranno severamente puniti qualora metteranno in atto una qualsiasi forma di discriminazione.

 

2.000.000 di visitatori

Roba da non crederci! Eppure questi sono i numeri degli appassionati, dei tifosi, dei turisti e dei curiosi che hanno varcato la soglia di questo tempio pagano dello sport.
Me compreso!
Forse forse un motivo di visita dovremmo trovarlo, se non altro per scoprire la storia di questo Club con foto e videodocumentari esclusivi!
Sentirete l’inno dove una delle sue caratteristiche è il continuo riferimento all’indole aperta e socievole del club che non fa differenze di provenienza geografica dei suoi membri.

tant se val d’on venim, si del sud o del nord, una bandera ens agermana

(non importa da dove veniamo, se dal sud o dal nord, ci affratella una bandiera).

Ovviamente lo stadio è stato utilizzato per eventi quali grandi eventi e concerti: basti ricordare nel novembre 1982, alla presenza di 120.000 fedeli, la concessione di cittadinanza onoraria di Barcellona a Papa Giovanni II, il concerto di Julio Iglesias (anche qui 120.000 spettatori), Bruce Springsteen per ben tre volte, al concerto di beneficenza per Amnesty Internacional del 1988, ai Tre Tenori (Carreras, Domingo e Pavarotti) nel 1997, gli U2 per cinque date tra il 2005 e 2009 e Michael Jackson con il suo fantastico Bad World Tour del 1998.
Volete tornare a casa senza un degno ricordo di questo “tempio”?

Non sia mai. Dunque dedicate la parte finale della visita al Camp Nou al mega store del Barça!
Che siate tifosi o meno, VIVA EL BARÇA, VIVA BARCELONA!

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ORARI 2018

  • dal 2 al 6 gennaio: 9.30 – 19.30
    domenica 7 gennaio: museo fino alle 16.30 / stadio fino ore 14.15
  • dal 8 gennaio all’25 marzo: ore 10 – 18.30
    domenica fino alle 14.30
  • dal 26 marzo al 14 ottobre: 9.30 – 19.30, domeniche comprese
    salvo le domeniche di partita fino alle ore 14.15
  • dal 15 ottobre al 15 dicembre: 10.00 – 18.30
    domenica fino alle 14.30
  • dal 16 dicembre al 31 dicembre: 9.30 – 19.30
    domenica fino alle ore 14.30
  • CHIUSO 25 dicembre e 1 gennaio
  • CHIUSO anche il giorno precedente le partite di Champions League
  • DURATA circa 1 ora e mezza
  • COSTO (adulti): 25 euro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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