Casa de les Punxes

Nel quartiere dell’Eixample di Barcellona, tra Carrer de RossellóCarrer de Bruc e Avinguda Diagonal, sorge uno dei palazzi più unici e controversi della città.

Siamo nel 1905 e l’architetto Josep Puig i Cadafalch ha appena completato Casa Terradas.
Grande conoscitore dell’architettura gotica europea, egli ha usato un linguaggio medievale, ricco di motivi popolari catalani, rendendo questo castello in piena Barcellona tra i palazzi più emblematici.

 

L’eredità di Terrades, il modernismo cavalleresco


In questa foto un particolare da Passeig de Gracia in angolo con Avinguda Diagonal.
In fondo a destra si vede il “castello” della Famiglia Terradas e sull’orizzonte si intravede la Basilica de la Sagrada Familia.

Bartomeu Terrades i Mont era un importante industriale tessile barcellonese sposatosi con Angela Brutau, figlia di uno dei primi imprenditori tessili catalani, con il quale ebbe quattro figli: Rosa, Bartumeu, Josefa e Angela.

Nonostante il figlio Bartumeu fu l’unico erede, non dimenticò il benessere delle donne della famiglia investendo una parte della fortuna economica del padre, morto nel 1901 (appena cinquantacinquenne), per la costruzione di un edificio destinato a loro.

L’amicizia con l’architetto Puig i Cadafalch, e l’assoluta assonanza progettuale, porterà alla costruzione di un palazzo nord europeo in piena Barcellona: tre case unite in un unico progetto.

La pianta di casa Terrades, popolarmente conosciuta come Casa de les Punxes (dal catalano, “delle punte”), ha una forma alquanto anomala per la Barcellona in piena espansione grazie al Piano Cerdà.
Siamo abituati a vedere palazzi modernisti nei vari blocchi dell’Eixample mentre questa costruzione dalla base trapezoidale si impone categoricamente nell’architettura del tempo, non solo per la sua parte terminale con le torri appuntite, ma proprio per il suo “affacciarsi” su tre vie.
Qui l’architetto non ha esitato a rompere le regole stabilite dalla classicità imperante in quel momento.

Sei facciate irregolari con sei torri cilindriche rifinite con con cappelli a punta che non passano inosservate.
Colori sgargianti, mosaici appariscenti ed un insolito gotico europeo che sembra volersi contrapporre a quello catalano ma che in tutta sincerità “si prendono a braccetto” e ci conducono in un racconto medievale e leggendario.

Se al piano terra incontriamo solo pietra e mattoni con una serie di archi che formano una galleria, il resto dell’edificio è subordinato a decorazioni a mosaico e terrazze incorniciate, pinnacoli, fregi decorativi e smaltati, e tetti in ceramica con piastrelle in stile arabo… 

 

Dalla Baviera con amore! 

Casa de les Punxes a Barcellona ci accoglie con un palazzo a tre livelli sovrapposti a tribune dove spiccano ringhiere in ferro battuto ed eccellenti aperture neogotiche con vetrate decorate.
Il tutto culmina in un attico composto da 6 torri che esprimono in tutto e per tutto l’ispirazione nord europea che l’architetto Puig i Cadafalch trovò nel castelllo di Neuschwanstein in Baviera di Germania.

Puig i Cadafalch ha deciso di rompere con la tradizione costruttiva: all’interno opta per eliminare i tradizionali muri portanti al piano terra e li sostituisce con pilastri di ghisa e travi metalliche dando una sensazione di trasparenza e maggiore leggerezza.

A livello decorativo la casa è un vero racconto: le tre sorelle, Angela, Josefa e Rosa, sono raffigurate nei tre mosaici che intestano le loro parti nel palazzo.
Alla loro morte le proprietà sono passate nelle mani dell’unico erede, il fratello Bartomeu che a loro aveva pensato in principio, poiché le tre sorelle non avevano avuto figli.

Nel 1975 l’edificio è stato dichiarato monumento storico nazionale e, nel 1976, bene culturale di interesse nazionale.
Quando nel 1991 La Caixa (la Cassa di Risparmio di Barcellona) è entrata come azionista dell’inmobiliaria catalana Colonial, l’edificio è divenuto parte del suo portafoglio immobiliare con il dichiarato intento di voler procedere ad un restauro integrale.
Un lavoro lungo 12 anni che nel 2004 si è meritato il premio Urban Land Institute Europe Excellence Award, come uno dei cinque migliori interventi nel patrimonio europeo.

È però sempre stata utilizzata privatamente fino al 2016, anno dell’apertura al pubblico con un progetto culturale e storico molto interessante.

 

La facciata di Casa de les Punxes

La volontà dell’architetto era quella di ottenere strutturalmente un edificio unico.
Delle tre proprietà ne risulta all’apparenza uno soltanto. Ma a ben guardare ci sono caratteristiche personalizzate che vanno ad indicare che ogni proprietario possedeva una sua porzione ben definita.

Ad esempio, sulla facciata all’angolo tra Carrer de Rosselló con Avinguda Diagonal, al civico 420, se si guarda in alto c’è un pannello scultoreo in cui è raffigurato un angelo alludendo chiaramente alla proprietà di Suor Angela Terradas.
Il disegno preparatorio del decoratore Monserdà i Enric Vidal si trova negli archivi dell’Accademia Reale Catalana di Belle Arti di Sant Jordi a Barcellona, dunque non proprio un’opera da asilo nido!

Nel nastro che avvolge l’angelo si legge in lettere gotiche: “Questo lavoro è finito nel MCMV”.
Altri contributi decorativi che rimandano a questa proprietà sono negli anagrammi che sembrano essere distribuiti per “marcare il territorio” e circondano la base della torre principale della casa: le lettere ATB, in riferimento ad Angela Terradas Brutau.
La decorazione floreale ricorrente è il trifoglio che troviamo pure nei rilievi di pietra che ornano la facciata e nelle vetrate a piombo che impreziosiscono le finestre di questa proprietà.

Al numero 418 di Avinguda Diagonal troviamo invece il pannello decorativo, sempre per mano di Monserdà, in cui sono rappresentanti nello stesso tempo una meridiana e un calendario.
Ai numeri romani si aggiungono le rappresentazioni dei quattro segni dello zodiaco associati alle quattro stagioni dell’anno: Capricorno per l’inverno, simboleggiante la caccia, Ariete per la primavera, circondato da fiori, Bilancia per l’autunno con uva e viti e Cancro per l’estate con i simbolismi dell’acqua.
Un nastro decora la parte superiore della meridiana con l’inscrizione

“Numquam te crastina fallet hora”
(Virgilio Georgiche I, 425-426)

della serie “mai l’ora futura ti sorprenderà”…

Questa è la proprietà centrale, quella di Josefa Terrada, dove sui pinnacoli in pietra troviamo decorazioni con la verga d’oro della Florida e iscrizioni in pietra con lettere gotiche. 

Sul lato che si affaccia su Carrer de Rosselló troviamo un altro pannello in ceramica dove viene raffigurato Sant Jordi che uccide il drago e si legge

Sant Patró de Catalunya, torneu-nos la llibertat
Santo Patrono della Catalogna, ridateci la libertà

A ben guardare questo pannello la figura di San Giorgio si può ritrovare un volto familiare. 
Non vi pare anche a voi il grande autore del progetto, l’architetto Josep Puig i Cadafalch?

 scopri la leggenda di Sant Jordi 

Sulle facciate di Avenguda Diagonal con Carrer del Bruc troviamo la terza porzione dell’edificio ed altri due pannelli in ceramica.
Uno raffigura un vaso pieno di rose, con le iniziali RTB e nell’altro una ragazza circondata da rose.
Questo lato di Casa Terradas era quella di Suor Rosa Terradas Brutau.

Il simbolismo è presente nelle sculture, nella forgiatura del ferro e nel vetro che ci permette di dare una lettura religiosa o mitologica.
Lungo le facciate che compongono la casa sono rappresentate figure maschili, alcune con le corna, altre con fisionomie particolari. Poi abbiamo i nodi marini, vegetali quali frutti con i ricorrenti melograni e mele ma anche tanta flora tra le quali margherite, rose o trifogli.

 

Quasi 100 anni per potervi entrare…

L’architetto Jaume Falguera, responsabile della ristrutturazione terminale di Casa Terradas è consapevole dell’arduo compito commissionatogli.
L’essenza dell’edificio modernista è la comodità d’uso unito alla bellezza.
Al piano terra elimina le pareti divisorie ed i controsoffitti ed accedendo all’ingresso vi accorgerete dell’armonia data dalle volte a pietra vista con gli spazi interni. 

A quel tempo, l’intera struttura di base era sostenuta da muri portanti tradizionali, ma Puig i Cadafalch li sostituì con diverse colonne.
I lavori di ristrutturazione di Falguera hanno lasciato un labirinto di colonne che dal piano terra si apre nella piazzetta antistante.

Il grande lavoro ai piani superiori è stato quello di porre in comunicazione i tre differenti edifici dei tre differenti proprietari del tempo.
Si è creato un circuito dove porte comunicanti e animazioni video sensoriali vi faranno partecipare a qualcosa di mai visto.

La vostra visita terminerà sul tetto dove le sei torri danno il nome popolare a questo edificio. 
La casa delle punte!
Parliamo di oltre 600 metri quadrati su due livelli differenti con viste privilegiate sulla città.
La torre più grande, situata all’angolo della Avinguda Diagonal con Carrer de Rosselló è la più interessante.
Qui si riflette uno dei grandi progressi tecnologici dell’architettura, una rivoluzione costruttiva in cui l’architetto porta i progressi strutturali all’estremo.

Le lastre non si basano più su elementi di supporto verticale ma appese per mezzo di “bretelle metalliche” che lavorano in trazione e che trasmettono i carichi di tutto il peso alle pareti perimetrali.
Pur essendo uno spazio limitato, accessibile ai turisti, vi permetterà di poterne comprendere la complessità costruttiva.

Ora per semplificare le cose vi riporto il mio link per accedere alla prenotazione.
È il momento di scoprire la leggenda di Sant Jordi e di ammirare le splendide stanze delle tre sorelle Terradas.

 

un particolare ringraziamento al Prof.re Filippo Liuti del Liceo Scientifico Ricci Curbastro di Lugo (RA) per la consulenza latina e storica.