Castello di Montjüic

Sono due le principali leggende che ci danno un resoconto dell’origine della città di Barcellona.

Quella di origine romana attribuisce la fondazione ad Ercole, 400 anni prima della fondazione di Roma.
Hercules unitosi agli Argonauti, il gruppo di circa 50 eroi che diede vita a una delle più note e affascinanti narrazioni della mitologia greca alla ricerca del vello d’oro, attraversò il Mediterraneo con nove navi.

Una tempesta disperse la flotta vicino alla costa catalana: solo una non fu ritrovata.
Così venne ordinato ad Ercole di cercare la nona barca, Barca nona, che fu recuperata lungo le coste della collina di Montjüic.
L’equipaggio aveva apprezzato così tanto il posto che, con l’aiuto di Ercole e di Ermes, fondò una città con il nome di Barca nona, Barcanona.

E poi c’è la leggenda di origine cartaginese che dà a Amílcar Barca, padre di Annibale, la fondazione della città, intorno al 230 a.C. con il nome di Barkenon, Barcelino o Barci Nova seguendo l’etimologia della discendenza.

fonte: Historia clasica

 

In ogni caso queste leggende sono basate su supposizioni senza alcun fondamento archeologico o storico create nel periodo medievale.
La storia invece ci consegna le testimonianze romane circa 200 anni dopo i presupposti cartaginesi, quando si stabilirono in questo territorio.

Dunque se la costa del Castello di Montjüic è stata l’ambientazione di una leggenda il valore che bisogna riconoscere a questa collina deve essere di primaria importanza per meglio comprendere la meravigliosa città di Barcellona.

El castell (in catalano) è molto più recente di tutta la storia romana raccontata.
La prima edificazione fu una torre di avvistamento in cima alla montagna, destinata a informare la vicinanza delle barche prossime alla città.

La prima fortificazione di Montjüic risale al 1640 durante la rivolta contro le truppe di re Filippo IV.
Costruita a forma di quadrilatero rivestita di pietra e fango fu la provvisoria forza di difesa all’assalto delle truppe asburgo-castigliane.

 

Dal 18mo secolo ai nostri giorni

Il Castello di Montjüic cadde nelle mani del duca di San Pietroburgo durante la guerra di successione, nel 1705, fatto che influenzò i catalani ad inchinarsi all’arciduca Carlo d’Austria.
Tornò in mano ai borboni (re Filippo V di Spagna) l’anno successivo, seppur solo per alcuni mesi.
Lo perse nuovamente il 12 maggio dello stesso anno fino alla resa della città nel settembre del 1714 quando fu consegnato alle truppe borboniche.

A metà del 1700 venne distrutto per essere riedificato come lo conosciamo oggi: un ampio fossato di difesa ed all’interno edifici e magazzini militari, equipaggiato con artiglieria pesante non inferiore a 120 cannoni, nonché una cucina per oltre 3.000 soldati.

Furono le truppe imperiali napoleoniche nel febbraio del 1808 a impossessarsi del castello e dando il via ad un secolo di aspri scontri che già imperversavano in tutta la penisola: durante la reggenza di Baldomero Espartero, nel 1842 la città fu bombardata da questo castello ottenendo così la resa della giunta ribelle.
L’anno successivo Juan Prim, il paladino del progressismo liberale, difensore dei diritti catalani e delle libertà civili, generale dell’arma, ordinò il bombardamento della città in risposta alle oppressioni del governo centrale.
Il castello assunse il compito di ospitare le vittime della repressione della politica sociale catalana e della lotta dei lavoratori.
Divenne prigione, anche di tortura, per i lavoratori coinvolti nell’ondata anarchica del 1890 e da allora fu tristemente famoso per questo suo utilizzo.

Qui furono imprigionati i ribelli della Semana Trágica: oltre 3.000 lavoratori anarchici e anticlericali.
Dopo lo scoppio della Guerra Civile le frontiere populiste lo trasformarono in luogo di esecuzione per i ribelli o simpatizzanti della “causa nazionale” dove nel famoso Pozzo di Santa Elena vennero assassinati militari, sacerdoti, conservatori, studenti, uomini d’affari e professionisti ritenuti di destra.
Una triste pagina della storia catalana che viene ricordata da un monumento ai caduti di questa tragica settimana.
Molti militari del governo centrale, convertiti al nazionalismo catalano, vennero qui giustiziati in quanto traditori, insieme al comandante del Mossos de Esquadra, la polizia autonoma catalana, Fernando Lizcano de la Rosa.
Durante l’epoca franchista oltre 4.000 prigionieri repubblicani e catalani furono giustiziati nel Castello di Montjüic: il più noto fu il presidente della Generalitat della Catalunya, Lluís Companys.

Prigione militare fino al 1960 anno in cui fu ceduto alla città di Barcellona, dopo un attento recupero e restauro, qui si diede vita al nuovo museo militare.
Ora nel fossato di Santa Eulalia vi è un poligono di tiro con l’arco e molte attività di documentazione e mostre vengono attualmente svolte all’interno delle sue possenti e storiche mura.

Fu necessario l’arrivo del primo ministro Zapatero nel 2007, in accordo con il presidente del governo catalano e l’alcade de Barcelona, il sindaco, acconsentendo all’intera cessione del castello.
Ora le bandiere di Spagna, della Catalunya, della città di Barcellona e dell’Unione europea non sventolano più per il museo militare ma per un Centro per la Pace dove, sotto la Legge della memoria storica, il consiglio comunale della città ha proibito la celebrazione della messa che annualmente dal 1940 ricordava i morti nella rivolta del 1936 considerandolo un atto di esaltazione del colpo di stato militare.

Sembrava un semplice fortino, uno dei tanti che sovrastano le città e che raramente possono coinvolgere e far capire la storia di una popolazione.

Ebbene il Castello di Montjüic è parte integrante di Barcellona. Della sua storia. E del suo futuro.
Perché è da qui che la città nel 1992 è ripartita grazie ai Giochi olimpici.
Ed è qui che scoprirete la Fundació Mirò, i giardini botanici ed ai suoi piedi lo splendido borgo del Poble Espanyol ma anche l’imperdibile complesso del Palau Nacional con il MNAC il Museo Nazionale d’arte della Catalunya e la sua fantastica Font Magic.

Ed ora andiamo a scoprire come raggiungere la collina di Montjüic e il distretto Olimpico.