Font Màgica

La fuente Mágica de Montjüic (in catalano Font Màgica de Montjüic) o semplicemente La Font Màgica è una delle più gettonate attrazioni a costo zero.

Ai piedi del Palacio Nacional proprio di fronte a Plaça d’Espanya i suoi giochi di acqua, luci e musiche incantano bambini ed adulti.

Costruita in occasione dell’esposizione universale del 1929 secondo il progetto di Carles Buïgas nel luogo dove si trovavano le quattro colonne di Josep Puig i Cadafalch, negli anni ’80 gli fu incorporata la musica.
I Giochi olimpici del 1992, che hanno portato ad un totale rinnovamento della città, sono stati celebrati proprio qui con il memorabile concerto-spettacolo di Freddie Mercury e Montserrat Caballé.
Una scenografia senza eguali. 

Ascoltate la colonna sonora “Barcelona” fino alla fine… piel de galina (pelle d’oca) assicurata!

 

Questo immenso viale è stato anche il teatro per gli MTV Europe Music Awards del 2002 ed ogni anno dal 2013, il 31 dicembre, riunisce la gente di Barcellona per vivere la celebrazione delle Campanadas, una nuova icona della città con uno spettacolo in cui 12 vulcani di fuoco, accompagnano i dodici rintocchi di campana. Ne segue fiumi di Cava, il tradizionale spumante catalano, e concerti fino a notte fonda.

 

L’architetto e la sua opera

L’opera costruita per esaltare l’Expo del 1929 ancora oggi è uno degli emblemi della capitale catalana.
Al suo splendore di giochi d’acqua, luci e musiche vengono abbinati anche giochi pirotecnici in occasione di feste particolari come la Mercé (24 settembre).

È composta da tre stagni concentrici a diversi livelli di forma ellissoildale con un diametro di 65 metri.
Ha oltre trenta diversi giochi d’acqua e cinque colorazioni: giallo, blu, verde, rosso e bianco che si alternano in un mix esaltante e di vero incanto.
Sul sito del comune di Barcellona viene riportato un dato inimmaginabile: l’installazione ha circa 7.000 milioni di combinazioni di acqua e luce!!!

Alle sue spalle, ai piedi del Palacio Nacional, una scenografica cascata ci delizia la vista.
Ma molti turisti non sanno che nell’anno dell’Esposizione sono state realizzate altre due fontane: la Maternidad e quella di Calle de los Vivers.
La prima è situata in Avenida del Marqués de Comillas, di fronte al Pueblo Español: presenta un alto rilievo con la figura di una donna che tiene in braccio un bambino in pieno stile fiorentino.
La seconda, in Calle de los Vivers, rappresenta un uomo ed una donna, vestiti con una tunica.

 

Le colonne e il nazionalismo catalano

Le Quattro Colonne che ora possiamo ammirare in tutto il loro possente splendore fino al 2010 non esistevano.
L’opera di Josep Puig i Cadafalch realizzata nel 1919 simboleggiava le quattro fasce della senyera, la bandiera catalana.
La loro sommità doveva esser sormontata da figure rappresentative di quattro vittorie e probabilmente per la loro natura nazionalista catalana furono mal considerate dal generale Primo de Rivera che le fece demolire nel 1928.

Tutto questo perché con l’imminente Esposizione Universale del 1929 il sentimento indipendentista catalano non avrebbe beneficiato dell’eco mondiale.
Proprio anche per questo motivo il museo a cielo aperto che oggi conosciamo come Poble Espanyolnon fu chiamato Iberona, in omaggio agli Iberi, i primi abitanti delle terre catalane.
A maggior ragione l’enorme piazza antistante l’Esposizione a Montjüic fu chiamata Plaza de España.

 

Gli orari della Fontana Magica di Barcellona

Innanzitutto è un’opera pubblica a cielo aperto e pertanto è gratis.
L’amministrazione del Comune di Barcellona, molto attento all’ambiente ha voluto posticipare l’orario settimanale a giugno, anziché com’era di abitudine da marzo.
Ciò facendo il risparmio energetico stimato del 12% contribuirà ad una città sempre più in linea con la salvaguardia dell’ambiente.

Gli orari del 2018:

Ogni sera gli spettacoli di luci e musiche cambiano: variano dalla musica Pop, ai cartoni Disney, alla musica classica.
In questo video uno splendido mix con la musica anni ’80.

In alcune date l’accesso all’area della fontana è interdetto facendo parte del complesso fieristico.
Sul link qui di seguito potete consultare le date di sospensione.

 vai alla pagina del Comune

Visti gli orari degli spettacoli è d’obbligo parlarvi di cena.
Nel link a seguire vi ho preparato un articolo a doc per accontentare i vostri palati.

 cenare nei pressi della Fontana

 

Come arrivare alla Fontana Magica di Barcellona

Il lungo viale che va da Plaça d’Espanya al Palacio Nacional si chiama Avenida Reina Maria Cristina.

Se arrivate qui in taxi basta ovviamente dire al conducente “Font Magicá”.
Con la Metro L1 (rossa) oppure Metro L3 (verde), in entrambi i casi fermata ESPANYA.

 

Le fontane di Barcellona

In realtà tutta Barcellona pullula di fontane.
In attesa di fare un articolo interamente dedicato a queste opere ecco che vi riassumo alcune delle più importanti.

Quelle provenienti dal Medioevo come la Fuente de Santa Ana del 1356 [foto 1], in Avenida del Portal del Ángel in angolo con Calle Cucurulla, la Fuente de San Jorge (1449), all’interno del chiostro della Cattedrale, la Fuente de San Justo (1376) in Plaça de San Justo o la Fuente de Santa Maria (1403) nella piazza della omonima Santa.

Poi ci sono quelle più moderne, come la Fuente de Portaferrissa (1680), las Fuentes del Laberinto de Horta o quella del Neptuno (1826), in Plaça de la Merced, quelle al centro delle rotatorie e quelle in Plaça Catalunya.
Ma le più famose sono due: la prima è la Fuente de Wallace [foto 2], una fonte di acqua pubblica, potabile, che Charkes-Auguste Lobourg, conosciuto come Richard Wallace, filantropo britannico, ha voluto finanziare in diversi paesi del mondo. 
La seconda è la Fuente de Canaletas (1892). 

Ovviamente non possiamo non elencare la Cascada del Parque de la Ciudadela (1875-1888) [foto 3], il Dragón, uno dei simboli della città ovvero la Fontana della salamandra di Gaudí, nell’incantevole scenario di Park Güell.
Poi in Ronda de la Universidad in angolo con Carrer Pelayo troverete la Fuente del Trinxa, un simpatico bambino sorridente intento nel dispensarvi l’acqua.
Ce ne sono altre cento spase per la città… prima o poi farò un tour dedicato solo a queste opere!