La Cattedrale è qui!

Regina incontrastata del Barrio Gotico di Barcellona è lei: la Catedral de la Santa Creu i Santa Eulàlia (della Santa Croce e Sant’Eulalia) ed è la sede dell’arcidiocesi di Barcellona.

La cattedrale di Barcellona che oggigiorno vediamo è, come sovente accade, eretta sui resti di precedenti chiese.
Il primo edificio fu una basilica paleocristiana (400-600 d.C.) dalla pianta tradizionale a croce a tre navate, con una fonte battesimale ottogonale.
Fu trasformata in moschea durante l’occupazione musulmana della città (718-810) per essere poi trasformata nuovamente in stile romanico e consacrata all’inizio dell’anno Mille.

Era molto più piccola dell’attuale chiesa e fu l’imponente ristrutturazione iniziata alla fine del 1200 che ci ha regalato la prima forma di cattedrale, inteso come grandezza.
Nei decenni a seguire venne ingrandita e arricchita: prima l’abside romanica, poi le cappelle radiali, la cripta ed il chiostro.
È dunque una basilica che prima di emergere in tutto il suo splendore ha trascorso secoli di trasformazioni e abbellimenti: come la cupola, terminata nel 1441.
Solo la facciata è la più recente e lo si deve al concorso promosso da Manuel Girona i Agrafel per l’Esposizione Universale di Barcellona del 1888.
Il progetto originale del 1408 mai realizzato finalmente prese corpo.

Fu insignita nel 1867 del titolo di basilica minore e dal novembre del 1929 è Monumento storico ed artistico spagnolo.

 

Santa Eulalia, la patrona di Barcellona

La cattedrale di Barcellona è dedicata alla Santa Creu (la Santa Croce) ed a Santa Eulalia, patrona della città.

La leggenda dice che fu esposta nuda fino a quando, a metà primavera, cadde la neve per coprirne il corpo.
Le autorità di allora, la misero in una botte chiodata e la fecero rotolare per una stradina che adesso porta il suo nome: Baixada de Santa Eulàlia.

Tutto il complesso architettonico è composto da più elementi.
La chiesa vera e propria, il chiostro, le sale capitolari e la cappella di Santa Lucia.

 

La facciata della basilica

La inconfondibile facciata della Basilica di Barcellona si presenta con al centro il portale principale, fiancheggiato da due torri con alti pinnacoli ed è ornata secondo lo stile gotico decorato in modo maestoso da immagini di angeli e santi.

Il portale è diviso in due parti da una scultura che raffigura Cristo ed ai lati gli Apostoli.
Negli archivolti, la parte che corona la parte superiore dell’arco, troviamo 76 figure di angeli, profeti e re e nella parte inferiore delle colonne troviamo due medaglioni: l’Ascensione e la Pentecoste.

Sul lato sinistro della chiesa si apre la porta di Sant’Ivo, la porta più vecchia della basilica che fu l’entrata principale fino alla costruzione dell’attuale facciata.
Realizzata nel 1298 in marmo e pietra fu una delle prime porte dove fu utilizzato l’arco ogivale del gotico catalano.
In cima ai pilastri e sulla superficie esterna dell’arco troviamo angeli musici e nella parte superiore l’arco troviamo la scultura di Sant’Eulalia con ai lati piccole teste esclusivamente ornamentali.

I due campanili del tredicesimo secolo hanno la forma ottogonale.
La loro maestosa altezza (53 metri) porta a sinistra l’orologio e contiene la campana Eulalia, quasi tre tonnellate che suona ogni ora, e la Honorata, che suona ad ogni quarto d’ora.
Tutta la decorazione della parte superiore risale al 1800 ed è realizzata in ferro nel classico stile modernista catalano.
Nell’altra torre sono collocate dieci campane, tutte con nomi femminili che suonano le ore ecclesiastiche.

Dappertutto incontrerete i pluviali a forma di gargolle, con animali fantastici, leoni, unicorni e la forma più famosa di tutte: un elefante!
I più antichi risalgono al 1300 e sono nella parte dell’abside al lato della porta di Sant’Ivo, mentre quelli del chiostro, che rappresentano i simboli degli Evangelisti, sono del secolo successivo.

In Carrer de la Pietat troviamo la parte posteriore del chiostro con la porta d’uscita che è comunemente chiamata Porta della Pietà (2)

Qui l’arco è fiancheggiato da entrambi i lati da alti pinnacoli lavorati con grande maestria.
Nella parte superiore sono stati scolpiti a rilievo la Pietà con numerosi simboli della Passione.

Sul lato che si affaccia in Carrer del Bisbe invece troviamo la Porta di Sant’Eulalia (3), molto simile a quella della Pietà.
Nel timpano ritroviamo la scultura della santa e ai lati stemmi del vescovado di Francesc Climent Sapera.
Oggi giorno è la porta d’ingresso durante gli orari di visita gratuita.

scopri gli orari di ingresso
Guardando la facciata alla sua estrema destra troviamo collocata la Porta di Santa Lucia (4) che conduce alla cappella dedicata alla santa.
È una porta romanica con cinque archivolti sostenuti da tre pilastri quadrangolari e con due fini colonne lisce.
Qui le decorazioni rappresentano figure di animali e personaggi attorniati dalla vegetazione.

 

Il magnifico interno de La Seu
(per veri appassionati di arte gotica)

La Catedral de La Seu, così viene amorevolmente chiamata dai barcellonesi, è composta da tre navate.
La centrale è larga il doppio delle laterali ma tutte quante portano la stessa altezza.

Dietro al presbitero troviamo dieci cappelle sviluppate lungo un corridoio semicircolare, con vetrate gotiche che illuminano in modo compiuto l’abiside.
Partendo da sinistra incontreremo la cappella dei Santi Innocenti (o delle Anime del Purgatorio) con una pala d’altare dedicato alla Glorificazione della Vergine Maria, splendida opera barocca di Marià Montaya del 1700.
Splendido il sarcofago in alambastro del 1400.

A seguire la cappella del Sacro Cuore di Gesù, con un altare moderno risalente al 1940 e la cappella della Nostra Signora della Mercede con una pala d’altare di fine ‘600 con una policromia raffigurante Giacomo I in adorazione della Vergine.
Continuando il nostro cammino nell’abside incontreremo la cappella di Santa Chiara e Santa Caterina con una pala d’altare composta da 19 tavole del 1456.
Inoltre sui muri laterali potremo ammirare due splendide tele del fine ‘700 rappresentanti la Lapidazione di Santo Stefano  e la Liberazione miracolosa per intercessione di Santo Stefano.

La quinta è la cappella di San Pietro Apostolo con tele dai marcati caratteri franco-flamenchi mentre la successiva con una pala d’altare formata da 18 tavole è la cappella di San Gabriele e Sant’Elena.
La cappella di San Giovanni Battista e San Giuseppe ospita opere policrome del rinascimento, dipinte ad olio, raffiguranti le scene di vita del battista.
Arrivati all’ottava cappella della Trasfigurazione del Signore potrete ammirare una splendida pala d’altare del 1450 dipinta da Martorell, uno dei più importanti pittori del tardo gotico in Catalogna.
Nel muro a sinistra una tomba incassata con mausoleo di un vescovo del 1334 mentre a destra una scultura raffigurante San Benito da Norcia.
La cappella della Visitazione ci mostra una pala d’altare a tre tavole, un sarcofago a sinistra ed un sepolcro moderno a destra (sempre di vescovi del tempo passato).
In ultima la cappella di Sant’Antonio Abate con una pala d’altare barocca e policromie dell’inizio 1700.

L’abside continua con la sacrestia con alcuni importanti tesori come l’ostensorio del 1300 in argento e oro, una croce in argento dorato ed adornata con smalti decorati e riproducenti i quattro evangelisti (nei bracci della croce) e la croce del re Martino I d’Aragona con la spada di Pedro del Portogallo, conte di Barcellona, considerata una delle più belle del mondo.

Le chiave di volta del presbitero raffigurano un Cristo crocifisso, Santa Eulalia, la Vergine della Misericordia, l’Annunciazione ed infine il Padre Eterno.
Sotto al presbitero ovviamente è situata la Cripta di Sant’Eulalia, cui si accede da un’ampia scalinata ornato da un arco quasi piatto.
La volta è divisa in dodici archi ed è chiusa da una grande chiave in cui è rappresentata la santa con la Vergine Maria e il Bambin Gesù.
Qui troviamo il sarcofago di alabastro appoggiato sulla tavola dell’altare sostenuto da otto colonne di stile differenti.
Nella parte superiore sono state raffigurate le scene del martirio della santa mentre nella parete di fondo troviamo l’antico sepolcro del IV secolo e pure una iscrizione del 877 che ricorda il ritrovamento delle reliquie della Santa Maria del Mar. 

L’altare maggiore, consacrato nel 1337, ha una tavola di tre metri di lunghezza in marmo bianco sostenuta da capitelli del primitivo tempio dell’anno 500 d.C.
Nella parte inferiore dell’altare invece troviamo la cattedra in alabastro (metà del XIV secolo).

Addossato al muro del campanile della porta di Sant’Ivo, vi è un organo che risale al 1538, molte volte modificato per adattarlo ai gusti estetici.
La cassa, rinascimentale, è originale come sono originali molte canne esterne, mentre quelle interne risalgono a tutte le epoche.
I muri del coro presentano mensole che rappresentano i profeti dell’Antico Testamento mentre la scalinata d’accesso al pulpito, realizzato anch’esso in quercia, presenta negli stipiti due piccole sculture dell’Annunciazione.

 

Le vetrate della Cattedrale, luce e castigo

Caratteristiche in tutte le chiese gotiche le vetrate sono disegnate con lo stesso schema tripartito.
Al centro l’immagine del santo titolate ed ai lati decorazioni geometriche.
Le più antiche risalgono ai primi decenni del 1300 e le troviamo nelle cappelle radiali dell’abside della chiesa.
Oltre a queste, quelle laterali di San Pietro, del papa Silvestro e di Santo Stefano risalgono all’ultimo decennio del tredicesimo secolo.

Nella navata centrale si incontrano anche i resti di alcuni sovrani principalmente tutti della dinastia d’Aragona mentre su entrambi i lati della chiesa incontriamo varie cappelle con eccellenti raffigurazioni su pale d’altare policrome risalenti tra il 1400 e il 1900.
Sul lato sinistro tra le ultime della navata incontrerete la cappella di Nostra Signora di Montserrat, con una pala d’altare moderno che raffigura la patrona della Catalogna.
Notevoli anche le due cappelle collocate ai lati della porta d’entrata principale dove a destra incontriamo la cappella dell’Immacolata Concezione, con una recente statua della santa a sinistra la cappella del Battistero con la fonte battesimale del 1433 realizzata in marmo bianco dall’artista Giuliano Fiorentino, uno dei aiutanti del Ghiberti per i lavori e le opere della prima porta del Battistero di Firenze, già famoso per la realizzazione di 12 dodici bassorilievi di alabastro collocati sulla facciata della Cattedrale di Valencia.

 

Il chiostro

Vale veramente la pena dedicare un po’ di tempo alla visita di questa parte dell’insieme della Cattedrale.
Il chiostro gotico risale al 1300 e vede al lavoro grandi architetti e scultori come Andreu Escuder e i Claperós.
Dalla Cattedrale, attraversando la porta romanica in marmo bianco, con archivolti decorati con motivi geometrici e sopra i capitelli delle due colonne laterali sculture dell’Antico e del Nuovo Testamento, entreremo in un quadrilatero di vera pace.

Il tema biblico è ripetuto in tutti gli archi del chiostro che nelle sue gallerie ospita cappelle moderniste dello scorso secolo mentre le 13 oche, che tranquille vivono all’interno del chiostro, ci ricordano semplicemente gli anni che aveva la santa quando fu martirizzata.

A lei è dedicata questa basilica.
A voi il compito di portare nel cuore la bellezza e l’incanto de La Seu, la Cattedrale di Barcellona.

 

 

 

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