La storia del monastero di Sant Pau de Camp

Dalla sua presunta fondazione fino al saccheggio da parte delle truppe arabe di Al-Mansur nell’anno 985 dunque non esistono documenti scritti, e Sant Pau de Camp rimane una semplice chiesa che sembra non aver ospitato nessuna comunità.
Dopo il saccheggio rimase per più di 100 anni disabitato e le prime fonti scritte che ci arriveranno saranno per merito della famiglia del nobile Geribert Guitart e della sua seconda moglie Rotlendis, fondatori della casa Bell-lloc, che lo ricostruiranno a proprie spese unendolo al monastero di Sant Cugat del Vallès e rifondando il priorato di Sant Pau de Camp.

Gli stessi nobili, come donazione, misero il monastero sotto la protezione e la tutela della Santa Sede, per mezzo del vescovo di Barcellona e l’arcivescovato di Tarragona.

 

Perché entrare nel monastero di Sant Pau de Camp

La famiglia Bell-lloc è sempre stata fedele al monastero. Molti beni dei nobili finirono in eredità al monastero in cambio della sepoltura nel chiostro, uno dei più piccoli d’Europa.

Nel XIII secolo l’unione alla confraternita di Sant Cugat si interrompe.
La fondazione nel 1229 della Congregazione Claustral Tarragonese riunì tutti i monasteri benedettini della Catalunya e proprio il priore di Sant Pau fu nominato presidente dell’assemblea nonché commissario della Santa Sede.
Questo fatto è assolutamente importante poiché colloca il monastero come punto di riferimento nel territorio: qui presero luogo molti incontri tra abati e priori, che al giorno d’oggi potremmo chiamare incontri ecumenici di primissima importanza.

Sul finire dell’anno 1400 si celebrò l’ultimo capitolo della congregazione dei monasteri catalani.
Un decreto reale unirà il monastero di Montserrat alla congregazione di San Benedetto di Valladolid ponendo in secondo piano la Congregazione Claustral Tarragonese.
Da quel momento il monastero di Montserrat diverrà sempre più importante di quello di San Pau de Camp al quale verrà annesso nel 1508.
Sul finire del secolo alcuni monaci di Montserrat trasferendosi a Sant Pau irritarono i vertici della congregazione catalana i quali avviarono nel 1593 la fine del sodalizio.
L’indipendenza di Sant Pau non dura a lungo. Dapprima una timida riannessione a Sant Cugat e poi al monastero di Sant Pere de la Portella (Berguedà) dal quale migrarono tutti i monaci consentendo al monastero di passare da priorato ad abbazia.

L’ultimo passo del monastero avvenne nel 1672, quando qui si trasferì la scuola ed il noviziato della Congregazione Benedettina.
Con l’occupazione francese del 1800 il monastero divenne prima un ospedale per le truppe e poi una caserma per le milizie italiane.

 

La fine del monastero di Sant Pau de Camp

La storia del monastero di Sant Pau de Camp cessa nel 1835 con l’esclaustrazione dei monaci, ovvero la facoltà concessa ai monaci di poter vivere temporaneamente fuori dal chiostro, deponendo l’abito religioso ma comunque vivendo legati all’osservanza dei voti ed ai doveri dello Stato Pontificio.

I decenni a seguire vedranno la città in piena espansione, prossima al suo fiorente modernismo, e ci consegnerà il monastero trasformato in parrocchia, che al tempo erano nelle mani del governo.
Se in un primo luogo rischiò di essere convertito in un mattatoio, fu utilizzato per un breve periodo come struttura correttiva.
Alcuni fatti politici cittadini riportarono il monastero a ciò era nel passato, ovvero il punto di riferimento delle confraternite se non fosse che nel 1835 le agitazioni popolari e le rivolte contro le condizioni di lavoro, di vita e sanitarie si tramutarono con l’incendio di conventi e fabbriche.
Nel mese di luglio i monaci lasciarono il monastero nonostante questo non subì alcun danno fisico ma solo patrimoniale a causa della confisca di Mendizábal, ministro spagnolo, che permise il passaggio delle proprietà improduttive della chiesa allo stato col fine di metterle all’asta potendo ottenere i fondi necessari per il recupero del debito sociale.

La chiesa divenne parrocchia del quartiere mentre il resto del monastero passò di mano in mano.
Vi ebbero luogo scuole pubbliche, caserma di fanteria, finché Victor Balaguer a capo di un nutrito gruppo di barcellonesi combatté affinché Sant Pau de Camp venisse riconosciuto come monumento nazionale, fatto che avvenne nel 1879.

Sul finire del secolo iniziarono i primi restauri potendo recuperare in ultimo la bellissima casa capitolare gotica del 1300.

 

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