Palau Baró de Quadras

Il Palazzo del Barone Quadras, in catalano Palau del Baró de Quadras, è uno degli ultimi edifici modernisti aperti al pubblico (dal 2016).
Nell’elegante Avinguda Diagonal qui l’architetto Josep Puig i Cadafalch ha la possibilità di realizzare in soli due anni la residenza barcellonese del Barone Manuel de Quadras.

Attualmente è la sede dell’Istituto Ramon Llull, sotto la dipendenza della Generalidad de Catalunya, dell’Ayuntamiento de Barcelona (il comune) ed il Governo delle Baleari, il cui obiettivo è la conservazione e la promozione della lingua e della cultura catalana.

Il patrimonio architettonico catalano dunque si arricchisce di un palazzo singolare e finalmente visitabile esclusivamente con visita guidata nella giornata di mercoledì.
Alle ore 11 in lingua inglese, alle ore 12 in castigliano (lo spagnolo) ed alle ore 13 in catalano.
Ovviamente non vi dovrete preoccupare se non doveste conoscere una delle tre lingue indicate perché DestinoBCN è qui per aiutarvi a conoscere questo fantastico edificio.

Grazie al mio link qui sotto, innanzitutto potrete accedere alla prenotazione del vostro ingresso potendo vivere una dei palazzi più emblematici di tutto l’Eixample.

 

Un palazzo, due facciate

La vera curiosità di questo edificio è avere due facciate: la principale su Avinguda Diagonal mentre la seconda in Carrer Rosellón.
L’edificio si trova nella parte alta dell’Eixample in una porzione che è chiamata anche Quadrat d’or per l’alta concentrazione di edifici modernisti: Casa Milà (La Pedrera), Casa Batlló, Casa Amatller, Casa Lleó Morera, Casa Calvet, Casa de les Punxes e tantissimi palazzi che nella mia RUTA MODERNISTA potrete ammirare con estrema semplicità.

La facciata posteriore in Carrer Rosellón al civico 279 presenta una impressionante decorazione floreale policroma sull’intera tribuna del primo piano.
La parte centrale scorre in verticale per i quattro piani con stile tardo viennese.

La parte che si affaccia sul viale invece è interamente scolpita riconducibile allo stile plateresco, uno stile artistico fiorito in Spagna nel 1400 che si presenta minuziosamente ornato ad imitazione dei lavori di argenteria (in spagnolo plata), da cui proviene il nome.

È uno stile che deriva dal rinascimento italiano e dall’architettura gotica spagnola e mudéjar (arabeggiante) che influenzò anche il barocco leccese.

Lo scultore Eusebio Arnau, insieme a Alfons Jujol, entrambi famosi scultori già conosciuti per aver partecipato alla realizzazione di Casa Amatller, alla Casa dell’Arcidiacono ed al Castello dei tre dragoni nel Parc de la Ciutadella, hanno contribuito allo sviluppo dei grandi ornamenti araldici, alle ghirlande ed ai busti dei personaggi.

La tribuna è sicuramente quella che cattura maggiormente l’attenzione.
È composta da una galleria di archi escarzanos, tipici dell’arte araba, interamente scolpiti.
Nell’angolo a sinistra spicca la figura di San Jordi in lotta con il drago, una composizione dinamica che spicca per la struttura verticale.

Al secondo piano ci sono quattro finestre in stile gotico ed al piano superiore una galleria di archi sovrastata dall’ultimo piano con quattro mansarde in legno e ceramica smaltata.

Il portone d’ingresso in ferro battuto e vetri spessorati, come quello collocato nella facciata posteriore, è opera di Manuel Ballarín il più famoso fabbro di Barcellona.
Una sua opera riconoscibile? I lampioni lungo Passeig de Gracia!
E poi lo troviamo nelle famose Casa de les Punxes e Casa Amattler, così pure in Casa Marti meglio conosciuto come il Bar Ristorante Els Quatre Gats, in pieno Barrio Gotico. 

La scalinata interna è sicuramente l’elemento più spettacolare.
Qui il lavoro dell’architetto è magistrale. Dalla piano basso a quello principale, è un tripudio di decorazioni.

Ci accoglie una pavimentazione a mosaico dai toni grigio e bianco su di un motivo ondulato che fa da sottofondo alla scenografica arcata a tre volte.
A sinistra inizia la nostra salita al piano nobile attraverso uno scalone ricco di decorazioni, tanto nella ringhiera quanto nella parete laterale. 

 

L’architetto Cadafalch e la decorazione catalana per eccellenza

Josepp Puig i Cadafalch, insieme ad Antoni Gaudí e Lluís Domènech i Montaner, fu uno degli architetti maggiormente rappresentativi del modernismo catalano.
Al momento di ricevere l’incarico dal Barone Manuel de Quadras aveva già dato splendore a Casa Amatller (nel 1900) e Casa Macaya e Palau Serra (attualmente sede della Disputación de Barcelona) ed era prossimo alla conclusione dei lavori della qui vicino Casa de les Punxes.

Le sue conoscenze come storico dell’architettura romanica catalana e come archeologo hanno sicuramente contribuito alla valorizzazione culturale delle sue opere sempre in primo piano non solo per ricchezza decorativa ma per l’importante contributo monumentale alla città.

 

Gloria e fama per i baroni di Barcellona

Se la città di Barcellona è anche chiamata la Ciutat Condal, la città dei conti, non da meno furono i baroni che con la loro sete di fama e prestigio si adoperarono ad abbellire un quartiere così standartizzato dal Piano Cerdà come l’Eixample.

Nel 1980 con il restauro del palazzo si portò qui la sede del Museo della Musica successivamente trasferito nel 2001 presso l’imponente Auditori (Auditorium di Barcellona) inaugurato nel 1999, con oltre 42.000 metri quadrati destinati a concerti ma pure all’insegnamento, conoscenza e diffusione della musica.

Fino al 2013 ha ospitato la sede di Casa Àsia, un consorzio pubblico nato dall’unione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione, della Generalitat de Catalunya, del comune di Barcellona e di Madrid.
Nell’intento di questo consorzio vi è il rafforzamento della politica statale centrale nella regione catalana.
Ad officiare nel 2003 l’apertura di Casa Asia nella sua sede barcellonese fu Filippo VI, al tempo Principe delle Asturie, erede al trono della corona di Spagna.

Successivamente al trasferimento della sede di Casa Àsia all’interno di uno dei padiglioni del Recinte Moderniste presso l’Hospital de Sant Pau, nel 2015 è stata attuata l’ultima ristrutturazione per mano dell’architetto Àngel Gil in collaborazione con il dipartimento dei beni culturali della Generalitat de Catalunya.

Pareti, mosaici, piastrelle, graffiti e soffitti a cassettoni sono stati restaurati e così pure sono state operate azioni di conservazione su tutte le lavorazioni in ferro battuto, sui lampadari in bronzo e sulla porta in legno di Carrer Rossellón.

Il tour dei miei DestinoBCN Lovers si arricchisce di una preziosa visita e grazie al link per accedere alla prenotazione sul sito ufficiale di Barcelona Turisme che insieme alle mie info vi permetterà di vivere una delle esperienze culturali tra le più emozionanti di sempre.

Vi ricordo che l’accesso a Palau de Baró de Quadras è previsto esclusivamente con visita guidata nella giornata di mercoledì.
Alle ore 11 in lingua inglese, alle ore 12 in castigliano (lo spagnolo) ed alle ore 13 in catalano.

 

 

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