Palau Güell, inaspettato splendore

Palau Güell è una esperienza che non vi aspettereste mai da uno come Antoni Gaudí.
Si presenta con imponenti archi catenari, tipici dell’architettura catalana del fine 1800 e con decorazioni in ferro battuto al quanto estroverse e passando per Carrer Nou de la Rambla potreste correre il rischio di non accorgervene.
Antoni Gaudí ci ha abituati troppo bene con le grandi altezze e maestosità della Sagrada o le fantastiche decorazioni di Casa Batlló, Casa Vicens e con l’appariscenti scenografie di Casa Milà (La Pedrera)…

Il grigiore di questa via, e per un certo verso anche del palazzo stesso, potrebbero confonderci e inibire il desiderio di visitare uno dei palazzi più esemplari dove l’artigianato ebanista si gemella con eleganza e magnificenza alla particolare struttura architettonica.

 

Chi era Eusebi Güell?

La grande fortuna che ha permesso all’architetto Gaudí di potersi fare conoscere al mondo proviene proprio dall’amicizia che aveva stretto con uno dei più importanti industriali della Catalunya, oltre ad essere attivista politico, scienziato e scrittore.
Era il figlio di un indiano che aveva accumulato fortuna a Cuba, e che al suo ritorno a Barcellona fu promotore di diverse industrie, come la fabbrica El Vapor Vell, e della produzione in esclusiva per la Spagna del tessuto chiamato pana, o cotelé, un velluto a coste in cotone molto resistente.

Fu eletto consigliere della città di Barcellona, deputato provinciale e fu anche senatore del Regno.
E grazie al suo amore per la cultura catalana, fu anche presidente della Jocs Floral (dal catalano, Giochi floreali, una manifestazione culturale per gli autori letterari dell’epoca) nonché membro della Royal Catalan Academy of Fine Arts di San Jorge.


Nel 1878 incontrò Gaudí in occasione dell’Esposizione Universale di Parigi e da allora ebbe corso una lunga amicizia e rapporto professionale fruttuoso.
Il nome di Güell è noto a livello internazionale e l’architetto, con le opere come la Cripta della Colonia Güell, le Bodegas Güell o i padiglioni del Park Güell, aumenta la sua fama.

 

Il Palazzo Güell, la fase orientalista di Gaudí

Tra il 1886 e il 1890 prende forma il Palazzo Güell (in catalano Palau Güell) appartenente alla cosiddetta fase orientalista di Gaudí, ispirandosi all’arte del vicino ed estremo Oriente: Persia, India e Giappone.
A questo orientamento gli associa l’arte ispanica chiamata MudéjarNazarí già ampiamente sperimentata nella sua prima opera privata, Casa Vicens.


Una storia che sentiremo spesso menzionare riguarda i pareri negativi che l’amministrazione comunale esprimeva regolarmente nei confronti dei progetti gaudiani.
Se nell’Eixample i problemi principali riguardavano le altezze e l’esagerata difformità dalle circostanti costruzioni, qui in piena Rambla, il progetto non rispettava l’articolo 25 il quale stabiliva che le gallerie delle facciate dovevano essere fatte di ferro e vetro, rispetto a quelle di pietra progettate da Gaudí.
Probabile per i numerosi contatti che Güell aveva in municipio, questo rapporto fu annullato e finalmente, il 27 luglio del 1886, iniziarono i lavori di demolizione del civico 3 e 5 di Carrer Nou de la Rambla.

Nel 1888 in coincidenza con l’Esposizione Universale di Barcellona il palazzo fu inaugurato, nonostante gli interni non fossero del tutto terminati.
Proprio durante questa imperdibile vetrina mondiale Eusebi Güell poté far visitare la sua nuova casa a personaggi come la regina Maria Cristina d’Asburgo, il re Umberto I d’Italia e il presidente degli Stati Uniti, Grover Cleveland.

L’industriale visse in questo palazzo fino al 1906, quando si trasferì presso Casa Larrard, nel Park Güell, fino alla sua morte.
Palau Güell passò in eredità alla vedova, Isabel López Bru e successivamente alle sue figlie.

Durante la guerra civile fu utilizzato come stazione di polizia fin quando, nel 1944, non si propose un milionario americano che lo voleva acquistare per portarlo nel suo paese, pietra dopo pietra.
L’orgoglio catalano della Diputación de Barcelona (consiglio provinciale di Barcellona) propose all’ultima erede, la figlia Mercè Güell, una pensione vitalizia in cambio della proprietà.
Questa rispose con la condizione che l’edificio non fosse mai modificato e destinato ad uno scopo culturale.

Dopo l’acquisto da parte del Consiglio il palazzo ha subito diversi restauri tra i quali l’impianto elettrico, il recupero della facciata, della terrazza e pure per alcune carenze strutturali.

Nel 1969 Palau Güell venne dichiarato Monumento Storico e Artistico Nazionale e dal 1984 fa parte del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO all’interno del sito “Opere di Antonio Gaudí”.
In questo splendido ed imperdibile palazzo i mobili che oggi possiamo ammirare furono acquistati e successivamente restaurati dal Consiglio nel 1992 dai vari discendenti della famiglia Güell.

 

Verso la magia di Gaudí

L’edificio si compone delle antiche stalle nel seminterrato, del piano terra che al tempo ospitava l’accesso anche ai mezzi di locomozione, di un piano nobile per la vita diurna della famiglia, del secondo piano con le camere da letto ed i servizi, di un terzo piano in cui troviamo cucina e lavanderia ed in ultima la terrazza per un totale di circa 2.850 metri quadrati.

Lo stile orientale, completato da forme arabe e d’ispirazione bizantina o mudéjar, è evidente tanto all’esterno quanto all’interno con soffitti a cassettoni in legno e ferro e dettagli di illuminazione e ventilazione di incredibile fattura.

Gaudí assolda una numerosa squadra di tecnici e artigiani, decoratori e fabbri, pittori e scultori.
Eusebi Güell non ha posto limite al suo investimento e la casa potè prendere forma in pochi anni.

 

La facciata di Palau Güell

La pietra calcarea di Garraf, nei pressi di Sitges, dove Güell aveva una fattoria (la Bodegas Güell), è la protagonista della facciata di Palau Güell

La difficoltà di poter osservare una facciata monumentale in una strada così poco ampia viene risolta con il progetto del piano terra singolare e curioso.
Due archi catenari imponenti con un grandioso stemma centrale.
Al secondo piano abbiamo una tribuna costituita da 21 finestre con altezze che si alternano simmetricamente mentre il secondo e terzo piano si differenziano tra loro per la grandezza delle finestre.
Conclude il tutto una balaustra merlata ed i primi 4 comignoli decorati in trencadis, ognuno con un motivo differente.

I due ingressi sono splendidamente decorati con lavorazioni di ferro battuto che nel loro tripudio di curve e modellature mettono in risalto le due lettere E e G (Eusebi Güell), mentre tra le porte troviamo un maestoso reticolo in ferro battuto con lo scudo della Catalunya, un casco ed una fenice.

L’ingresso ha dimensioni impressionanti e questo era motivato dal fatto che gli ospiti dell’industriale potessero entrarvi sui loro cavalli o carrozze.
Per i cavalli erano state allestite delle scuderie nel seminterrato e vi si accedeva attraverso una ingegnosa rampa elicoidale ideata da Gaudí.

 

Palau Güell: inaspettato splendore

L’interno dell’edificio è stato progettato per unire la vita pubblica e privata, gli interessi politici e la famiglia, il volano economico e l’intimità domestica.
Per questo motivo l’ingresso al piano terra è collegato alle varie parti del palazzo: al centro la scala principale, sul retro il garage e l’ingresso al seminterrato, e poi due scale di servizio e l’ascensore.

Il nostro percorso ovviamente sarà dalla scala principale e da qui arriviamo al mezzanino: subito sulla destra l’ufficio del Signor Güell, una biblioteca e le stanze dell’amministrazione con gli annessi archivi mentre sulla sinistra una sala padronale ed una di “riposo”.

Da questo piano si prosegue verso una grande scala che ci porterà al primo piano.
La parte centrale di circa 80 metri quadrati con un’altezza di circa tre piani è il nucleo dell’edificio, circondata dalle stanze principali del palazzo.

Gaudí ha qui realizzato una doppia cupola con profilo parabolico, rivestita di lastre esagonali in alabastro rosso e perforata da piccoli oculi che permettono il passaggio della luce naturale.

Su entrambi i lati di questa grande sala troviamo una cappella oratorio, decorata con dipinti dei dodici apostoli e una importante immagine dell’Immacolata Concezione ed un organo con due tastiere manuali con la console progettata da Gaudí stesso.
Durante la Guerra Civile le canne di questo organo furono utilizzate per la produzione bellica: quello che appare maestosamente alla nostra vista è la ricostruzione del 2012.
1386 tubi che in determinati eventi speciali permettono di vivere una esperienza uditiva unica.

Al secondo piano troviamo invece le camere da letto ed i bagni privati e nella sala centrale spicca un ciclo di dipinti legati a Santa Elisabetta d’Ungheria, un omaggio alla moglie di Güell.
In ultimo, al terzo piano, le stanze di servizio quali cucina e lavanderie ed una scala per accedere al tetto.

Molti pezzi ornamentali erano già stati utilizzati in una precedente casa di Güell, il Palacio Fonollar (in carrer de Portaferrissa).
La sconfitta in una disputa con gli inquilini portò Eusebi Güell nel portarsi via non solo mobili ma pure rivestimenti, pavimenti, vetrate, ceramiche, camini, lampade ed altri elementi decorativi che trovarono giusta e definitiva collocazione nel Palau Güell.
Anche le piastrelle dei bagni di Palacio Fonollar sono state riutilizzate: le trovate nel rivestimento delle ciminiere sul tetto.

 

Il tetto di Palau Güell, incanto a cielo aperto

La parte che sicuramente è più famosa sui social e nelle guide turistiche è proprio il tetto di Palau Güell.
481 metri quadrati con 20 camini, quattro lunette a forma di conchiglia e lucernari per l’illuminazione in verticale dell’edificio come per la cupola centrale.

In questo palazzo lo sviluppo dei camini sono ovviamente la parte più interessante perché da queste realizzazioni derivano i suoi futuri lavori che troveremo in modo ancor più spettacolare in Casa Batlló e Casa Milà.
Sembra il carnevale dei camini dove vetro, marmo o porcellana, con vari disegni e colori esaltano le forme a tronco di cono o di piramide.
In altri troviamo effetti sferici, rombi, triangoli oppure a spirale.

Seppur la tecnica del trencadis provenga dal riuso delle ceramiche dismesse in questo caso Gaudí si rivolse allo stabilimento Pujol i Bausis di Esplugas de Llobregat, uno dei più prestigiosi produttori del momento.
Il restauro del 1994 ha portato a nuova vita i disegni originali danneggiati dalla Guerra Civile.
Solo un piccolo riferimento alla contemporaneità: il logo dei Giochi Olimpici di Barcellona del 1992 con il suo animale domestico Cobi.
Lo troverete sulla parte sud del camino numero 9.

Si distacca da tutta questa scenografia la torre conica in pietra naturale di circa 16 metri che è la parte superiore della cupola della sala centrale, sormontata da una punta in ferro luminescente con una rosa dei venti ed una croce greca.

 

Visitare Palau Güell

La biglietteria al piano stradale vi permette il rapido accesso a questo splendore.
Dal martedì alla domenica i suoi orari sono:

dal 1 aprile al 31 ottobre dalle ore 10.00 alle 20.00 (chiusura biglietteria ore 19)
dal 1 novembre al 31 marzo dalle ore 10 alle 17.30 (chiusura biglietteria ore 16.30)
È chiuso sempre il lunedì non festivo, il 25 e 26 dicembre il 1° ed il 6 gennaio e la terza settimana di gennaio per mantenimento.

L’audioguida (anche in italiano) è inclusa nel prezzo d’entrata: solo 12 euro (2018).
Tariffa ridotta a 9 euro se studenti maggiori di 18 anni, famiglia monoparentale, famiglia numerosa, gruppi di adulti con guida o docente (da 10 a 25 persone previo prenotazione), over 65, amici della Ruta Modernista e possessori della Barcelona Card e Barcelona Card Express.
Tariffa ridotta a 5 euro con età tra i 10 e 17 anni, gruppo di studenti minori di 18 anni con docente (da 10 a 25 persone previo prenotazione) e persone con difficoltà motorie inferiori al 65%.
Ingresso gratuito ai minori di 10 anni ed alle guide, docenti ed accompagnatori di persone con difficoltà motorie, persone con difficoltà motorie superiori al 65%, disabili di 3° grado e disoccupati residenti in Spagna.

Giorni speciali “Porte Aperte”

Per entrare a costo zero dovrete appuntarvi le seguenti date:
la prima domenica del mese, il 23 aprile (Sant Jordi), 21 maggio (Fiesta local en Barcelona), 11 settembre (Diada Nacional de Catalunya) e il 24 settembre (La Mercè).

Nel 2018 per commemorare il centenario della morte di Eusebi Güell saranno istituite due date gratuite: 8 luglio (giorno della sua morte) e il 15 dicembre (giorno della sua nascita).

I biglietti saranno consegnati in due turni fino a quando i biglietti saranno esauriti.
Le date che cadono tra il 1 novembre e il 31 marzo dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 13.30 alle 16.30 mentre le date che rientrano tra il 1 aprile e il 31 ottobre dalle 10.00 alle 14.30 e dalle 15.00 alle 19.00

La visita ha una durata di circa 40 minuti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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