Park Güell, largo alla fantasia

Entrare a Park Güell vuol dire vivere una esperienza di natura e fantasia, arte e architettura.
È il riflesso della maturità artistica di Antoni Gaudí dove la fase naturalistica di moda nel primo decennio del 1900 trova nell’architetto uno stile personale, perfezionato e singolare.

Il Parco Güell è un parco pubblico con giardini a più livelli sulla parte superiore della città di Barcellona ai piedi della catena montuosa di Collserola dove inizia la città… o per meglio dire dove la città una volta terminava!

 

L’idea di un Parco da vivere

L’uomo d’affari Eusebi Güell ha già avuto il piacere di poter veder realizzate alcune sue proprietà come le scuderie Finca Güell, il Palau Güell nei pressi della centralissima Rambla, e la Colonia Güell appena fuori la città.
Siamo all’inizio del 1900 ed Antoni Gaudí ha già nel proprio portfolio anche Casa Vicens, dal 1883 gli è stato assegnato il progetto della Sagrada Familia, e da poco ha inaugurato Casa Calvet e Casa Bellesguard.
La profonda amicizia che lo lega all’industriale Güell è fortificata dall’estrema libertà che questi gli concede: Gaudí è la massima espressione del nazionalismo catalano, è geniale, è innovativo.

Park Güell viene concepito come un insieme di bellezza naturale dove la borghesia catalana può vivere in case con tutti i progressi tecnologici dell’epoca, con grandi finiture e di qualità artistica superiore, circondati da una ambientazione realistica intrisa di un forte simbolismo politico e religioso.
Il catalanismo politico è percepibile fin dalla grande scalinata dove sono rappresentati i Paesi catalani e il simbolismo religioso è evidente nel monumento del Calvario, originariamente progettato come una cappella.
Al contempo è presente anche l’elemento mitologico. Lo scopriremo insieme!

I commenti e le critiche all’intero progetto viaggiano su più binari poiché la complessa iconografia gaudiana spazia dalla rivendicazione politica all’esaltazione religiosa, passando per riferimenti mitologici, storici e filosofici.
Alcuni ci leggono in continuazione riferimenti alla Massoneria travisando nella molteplicità dei simboli che si sviluppano nel Park Güell il gusto del tempo per enigmi e indovinelli.

 

Eusebi Güell, il conte di Barcellona

Il parco deve il suo nome a Eusebi Güell, un ricco imprenditore di una influente famiglia borghese di Barcellona.
Uomo di grande cultura, scrittore, pittore, linguista, esperto in chimica e biologia era l’imprenditore catalano più introdotto nella vita politica della città di Barcellona.
Possedeva grandi aziende come El Vapor Vell La Compañía de los Caminos de Hierro del Norte de España, la compagnia delle ferrovie spagnole che ora conosciamo con il nome di RENFE, l’attuale Rete Nazionale delle Ferrovie Spagnole.
Partecipò alla vita politica della città come deputato provinciale e fu nominato conte e senatore del regno dal re Alfonso XIII.
Il suo amore per la cultura catalana gli permise di essere anche presidente della Jocs Floral, una manifestazione culturale per gli autori letterari ancora viva e vegeta!

 

La Muntanya Pelada, la storia di Park Güell


In questa foto d’epoca una veduta dei giardini di Park Güell e sulla destra Antoni Gaudí.

L’unione dei terreni di due aziende agricole acquistate da Güell tra il 1899 e il 1902, è l’ampia area che avrebbe dovuto ospitare il progetto urbanistico che con molta probabilità trae ispirazione dal Parc Samà costruito nel 1882 a Cambrils, non molto lontano da Reus (città natale di Gaudí) da Josep Fontsere.

Una antica fattoria del XVII secolo situata nel parco prima del suo sviluppo fu la nuova residenza del conte Güell: Casa Larrard.
Da qui il mecenate poté assistere alla trasformazione del suo immenso terreno di 17,18 ettari: un progetto di città-giardino all’inglese per la nuova borghesia ispirato agli scritti dell’intellettuale Howard ovvero un nucleo urbano autosufficiente in grado di unire le piacevolezze della vita di campagna con il comfort cittadino.

Appena iniziati i lavori di scavo furono portati alla luce alcune grotte con fossili preistorici: ciononostante il cantiere procedette abbastanza velocemente.
La lottizzazione progettata da Gaudí prevedeva 60 aree di forma triangolare di circa 1.600 metri quadrati disposte in modo da beneficiare tutte quante di una buona vista sulla città, con scuole, cappella religiosa, mercato e di un ampio parco.


Una veduta di Park Güell intorno al 1905. 
Oggi lo spazio antistante il parco è occupato da palazzine.

In realtà il progetto fu un vero e proprio fallimento commerciale: nessuno si interessò all’acquisto preferendo i fastosi edifici dell’Eixample ad un’area ancora del tutto rurale e lontana dal centro di Barcellona.
Vennero venduti solo due lotti: uno di questi è l’attuale Casa-Museo di Gaudí, dove l’architetto, insieme all’anziano padre e la nipote, visse tra il 1906 fino al 1925 quando si trasferì presso la Sagrada Familia.

La casa eretta nel secondo lotto.
Si trova nella parte più alta di Park Güell

Nel 1906 la casa “modello” che avrebbe dovuto pubblicizzare il nuovo quartiere della borghesia barcellonese non aveva ancora ricevuto visite.
Tuttavia i lavori per le zone comuni proseguirono fino al 1914 fin quando l’inizio della prima guerra mondiale ne paralizzò i lavori.
Alcuni storici individuano nello sciopero generale del 1902 le ragioni base del fallimento del progetto, evento che sottolineò le distanze tra borghesia e proletariato e che fu il precursore dell’instabilità politica culminata nella Semana Trágica del 1909. 
Per altri invece manifestava in modo troppo evidente il sentimento catalano nel periodo in cui le classi dirigenti iniziarono ad avvicinarsi al governo centrale di Madrid per garantirsi la protezione dell’esercito contro l’insurrezione operaia.


Una foto d’epoca che ci mostra la partecipazione della borghesia catalana durante una manifestazione

Nonostante il disastro commerciale il parco iniziò ad essere una attrazione: nel 1903 l’attuale zona monumentale era già stata edificata ed attirava manifestazioni culturali, cittadini e turisti.
Nella imponente terrazza sopra alla Sala Hipóstila si tenne il primo congresso della lingua catalana, e negli anni successivi numerosi eventi sociali e culturali come nel 1908 il 50° anniversario dei Jocs Floreal.
Fu visitata nel 1911 dall’Infanta Paz di Borbone, figlia di Isabella II di Borbone, la prima ed unica regnante regina di Spagna.

Alla morte del conte Güell, nel 1918 i suoi eredi decisero di vendere il parco alla città di Barcellona che lo rese pubblico.
La prima rata di 500.000 pesetas fu pagata dal Comune a favore della società creata dagli eredi di Güell e dopo la morte di Gaudí, nel 1926 fu aperto divenendo uno dei centri nevralgici di Barcellona e sede di numerose mostre ed eventi pubblici.
Fu nominato nel 1969 Monumento Storico Artistico di carattere nazionale e dal 1984 è stato dichiarato dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità nella sezione “Opere di Antoni Gaudí”.

 

Due curiosità su Park Güell

Tra il 1987 e il 1994 fu attuato un restauro del parco e fu completata la zona della parete nord, l’unica parte del progetto di Gaudí rimasta in sospeso: qui potete trovare la fontana di San Salvador de Horta.

Un “gemello” di Park Güell è un eccellente giardino progettato sempre da Gaudí: sono i giardini di Can Artigas nella parte interna della regione catalana.
Vi lavorarono molti collaboratori di Gaudí sviluppando similitudini stilistiche e strutturali al parco più famoso di Barcellona.

 

Entriamo a Park Güell

Da alcuni anni per entrare nella zona monumentale di Park Güell è necessario mettersi in coda in biglietteria e sperare di potervi accedere nel più breve tempo possibile: con i miei genitori in occasione del loro 50mo anniversario di matrimonio ci abbiamo rinunciato perché c’era da aspettare due ore!
Oppure potete cliccare sul banner qui sotto e prenotare il vostro ingresso comodamente da casa selezionando giorno e orario della visita.


La zona non monumentale è gratuita.
Una volta usciti dalla zona monumentale non è possibile rientrarvi nuovamente.
Il biglietto della zona monumentale non include l’ingresso nella Casa Museo Gaudí.

Il parco è immenso! Una estensione di 17,18 ettari dove gli elementi naturali ed architettonici sono uniti tra loro con forme ondulate e materiali in perfetta armonia.
Quando Gaudí ricevette l’incarico questa enorme area era totalmente disboscata. La “Muntanya Pelada” ovvero montagna pelata venne incontro al progetto di piantare una nuova vegetazione variando tra le specie autoctone del Mediterraneo quali pini, carrubi, eucalipto, palme, cipressi, olivi, fichi, mandorli, mimose, edera, ginestre, rosmarino, timo, lavanda, salvia ed alloro…

Il dislivello, che varia dai 150 m sul livello del mare all’ingresso ai 210 m nella parte terminale, per Gaudí fu l’occasione per progettare un percorso di “elevazione spirituale”.
Peccato che la cappella progettata nella parte più alta del parco non fu mai costruita.

Il Parco è diviso tra la zona monumentale ed una zona boschiva. 
Per poter godere di una speciale vista su Barcellona dovete seguire il sentiero verso il Mirador dedicato a Joan Sales, un importante poeta e romanziere catalano del secolo scorso.
Oppure per trovare un piccolo parco giochi per bambini ed un’area picnic dovrete dirigervi verso Plaça Moragas, dedicata al pedagogo Jeroni de Moragas.
Qui vicino troverete anche i resti del Castello d’en Frey, un maestoso palazzo del 1928 demolito agli inizi degli anni ’60.

 

La entrada al Parque

Il grande simbolismo allegorico presente all’ingresso di Park Güell è centrato nella cultura politica catalana.
Sono evidenti fin da subito i riferimenti alla cultura della tradizione greco-romana.
Ma più di tutto è la presenza della religione che trova spazio comunicando anche con velati simboli architettonici.

L’ingresso al Park Güell è il Paradiso, dove regna calma e benessere.
Siete in Carrer de Olot: un ingresso monumentale e spettacolare con due padiglioni d’ingresso che sembra di essere in una fiaba, come ebbe modo di commentare Rainer Zerbst, uno dei massimi biografi di Gaudí.
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Il cancello in ferro battuto ebbe i natali nel 1965: foglie di palmeto e motivi geometrici che provengono dall’esperienza di Casa Vicens, una delle prime opere di Gaudí.
La zona monumentale è a pagamento e vi si accede dalle due entrate laterali a ciascuna estremità di Carrer de Olot (A) oppure dai due ingressi posti ai lati della terrazza superiore (B).
Per accedere al parco in tutta libertà invece potete sfruttare ben altri 6 ingressi: uno in Avenida del Santuario de San Jose de la Montaña (1), una in bajada de la Gloria (2), una in Avenida del Coll del Portell (3), una in carretera del Carmelo (4), en el camino de Can Móra (5) e in ultimo in calle del Torrent del Remei (6).

Per tutta la lunghezza di Carrer de Olot, circa 210 metri, è presente il muro di cinta che segue con la sua sinuosa onda l’andamento del paesaggio circostante.

Quello che in altri casi sarebbe stato un semplice elemento di confine qui viene risolto da Gaudí con una soluzione che, oltre ad assolvere la funzione decorativa in continuità con i due padiglioni, presenta anche una funzione tecnica di protezione.

Infatti la parte terminale del muro di recinzione, con altezza variabile tra i 2 e 4 metri, è a forma di calotta composta da tasselli ceramici idrorepellenti e lisci privando per l’appunto l’appiglio delle mani. 

Presenta 15 medaglioni circolari con iscrizioni “Park” e Güell” di diversi colori e dal diametro di circa 1,4 metri.

 

I padiglioni

Il vero e puro stile di Gaudí è tutto qui. I due padiglioni sono l’espressione dello studio profondo della natura con volte catenarie coperte da ceramiche dai colori vivaci.

Il padiglione della loggia (ponendoci con la scalinata alle spalle) è quella di sinistra.
Rivestimento in trencadis ovunque: sulle finestre, sulle cornici, sulle merlature.
È composto da tre piani: il piano terra ospitava sala, sala da pranzo, cucina e soggiorno mentre i servizi igienici sono collocati in un mezzanino.
Al secondo piano c’erano le quattro camere da letto e nel terzo piano, l’attico, dove possiamo ammirare le ingegnose volte ed infine due sorprendenti terrazze merlate.
Oggigiorno in questo edificio è presente il Centro di Interpretazione di Park Güell dipendente dal MHCB il Museo de Historia de Barcelona.

Il padiglione a destra ha un’altezza di 29 metri ed è composto da due piani.
Magnifica la scala curvilinea che porta al piano superiore: oggigiorno ospita un bellissimo bookshop dove potrete trovare anche ceramiche, tazze, e souvenir unici.
La torre a lato, coronata dalla tipica croce gaudinica a quattro braccia, è interamente decorata in trencadis turchese e bianco. Fu distrutta nel 1936 e ricostruita dopo la guerra civile. 

Le due cupole a forma di fungo sono decorate da pezzi di tazze di caffé. 
La tecnica del trencadis era anche una tecnica di recupero delle masserizie e Gaudí sapeva come dare nuova vita ad ogni singolo pezzo.

Per la sua forma fantastica e per la decorazione possiamo suggerire che questi due padiglioni evocano la storia di Hansel e Gretel. 
La scenografia della versione operistica del racconto dei fratelli Grimm che fu rappresentata al Teatro del Liceu nel 1901 proprio l’anno della loro costruzione.

Ora giriamoci, ci aspetta la scalinata!

 

La scalinata più famosa di Barcellona

La più grandiosa e meglio decorata scala di Barcellona è sicuramente questa.
Costruita tra il 1900 e il 1903 è divisa in due rami per una lunghezza totale di 20 metri.
Le pareti che circondano le scale sono ellittiche, interamente decorate in ceramica con una simmetrica alternanza di placche convesse e altre concave, di vari colori.

Al centro della scalinata abbiamo tre fontane: la prima è di forma trapezoidale con una composizione naturalistica.
Falsi tronchi, stalattiti e vegetazione il tutto rievocando un luogo sulle montagne catalane verso il confine francese.
In questa fontana Gaudí ha posto un cerchio come simbolo del mondo ed una bussola come simbolo dell’architetto.

La seconda fonte ha un medaglione contenente lo scudo della Catalunya ed un serpente che si riferisce alla medicina, circondato da frutti di eucalipto.

La terza fonte è anche chiamata fonte del drago o salamandra, una rappresentazione che a Barcellona incontrerete spesso nei souvenir.
Raffigura la salamandra alchemica che simboleggia l’elemento del fuoco. Oppure il pitone mitologico del tempo di Delfi. O magari il coccodrillo sullo scudo della città di Nimes la città dov’è nato Güell.
Pensatela come volete in ogni modo questa figura che irradia una simbologia ben precisa, legata al fuoco, all’alchimia e alla prosperità è la più emblematica del giardino e di tutta la città.

A sinistra della scalinata vedrete il collegio Reixac, ex casa del conte Güell, Casa Larrard, mentre sul lato opposto il cosiddetto giardino d’Austria, progettato nel 1960 e terminato grazie ad una donazione di piante e fiori da parte delle autorità di quel paese, in occasione della mostra Viena en Barcelona nel 1977.
Nel 1981 fu piantato un cedro commemorativo chiamato Raíces de hermandad (radici di fratellanza).

 

La Sala Hipóstila

Di fronte a noi svetta imponente e magnifica Sala Ipóstila, dal greco hypóstȳlos cioè “sotto le colonne”.
Qui di colonne ce ne sono 86 (anche se la viene chiamata la Sala delle cento colonne).

Funge da supporto per la piazza superiore e la sua originaria destinazione d’uso sarebbe dovuta essere mercato per la zona residenziale che Gaudí stava creando. Cosa che non accadde per il fallimento del progetto globale.
Le imponenti colonne dal diametro di 1,2 metri ed alte poco più di 6 metri hanno un primo rivestimento in trencadis per poi proseguire in laterizio esternamente curvato.

Una bellissima descrizione del critico Luca Quattrocchi ci orienta verso la magia di questo posto:

La profonda sala procura un senso di chiuso spaesamento con la sua selva di ottantasei colossali colonne doriche: un ossessivo sotterraneo che evoca divinità e invita al passaggio delle anime, un riferimento sempre presente nel parco.
Così come le colonne perimetrali, che inclinandosi verso l’interno, soggette ad un urto tellurico, contorcono in onde convesse il soffitto che diventa cielo e paradiso.

Le colonne originariamente dovevano essere 90. L’architetto ne eliminò quattro e nello spazio libero collocò 4 medaglioni del diametro di 3 metri che rappresentano le 4 stagioni con disegni del Sole a 20 punte in diversi colori.
Uno di questi quattro medaglioni è lo sfondo del mio logo: DESTINOBCN nasce proprio qui.
Magari durante la vostra visita un bel selfie con il sole di Gaudí sullo sfondo ci sta: taggatemi!!!
I pannelli minori (che sono 14) nel centro delle volte e dal diametro di un solo metro rappresentano il ciclo lunare.

 

La piazza, Barcellona, la cultura

Il punto centrale di Park Güell è questa enorme piazza lunga 86 m per 43 di larghezza.
Conclusa nel 1913 doveva rappresentare un teatro greco: la parte opposta alla sinuosa balconata infatti conserva la sua forma semi-circolare.
L’intento dell’architetto era di avere un vero luogo di ritrovo: molto spesso fu utilizzato anche per lo svolgimento di manifestazioni culturali e religiose.

Il bordo esterno è una sinuosa panchina interamente decorata in trencadis: è lunga ben 110 metri ed è opera del mastro Josep Maria Jujol, il preferito da Gaudí per questa tecnica.
Onde concave e convesse che si susseguono con un raggio di 1,5 metri ed un design ergonomico adattato al corpo umano.

Predominano i colori blu, verde e giallo, che per Gaudí simboleggiavano la Fede, la Speranza e la Carità.

Questa piazza è sterrata perché l’acqua piovana viene scaricata e convogliata attraverso un sistema di raccolta dalla colonne sottostanti e accumulata in un serbatoio sotterraneo per poi essere utilizzata per l’irrigazione del parco.
Gaudí pensava veramente a tutto. Anche alla possibilità che il serbatoio potesse essere colmo. Infatti in questo caso l’acqua in eccesso viene sputata dal drago che ci ha accolto sulla scalinata.

Alle spalle del cosiddetto “teatro greco” vi è una passeggiata chiusa da colonne e palmeti con alcune grotte naturali che però oggi ospitano i servizi di manutenzione al parco.

 

Passeggiare per Park Güell

La parte non monumentale di Park Güell è una splendida passeggiata dove la natura è padrona del nostro attimo.
I vari viali che attraversano il parco sono abbastanza larghi per il passaggio di carrozze e alcuni tratti ci sono portici per proteggere dalle intemperie e dal sole i passanti.

In totale il cammino di Park Güell è pari ad oltre tre chilometri con un dislivello di circa 60 metri tra la parte dei padiglioni a quella superiore. 

La strada principale è chiamata del Rosario per la presenza di una fila di palle di pietra, come i grani del rosario, che va dall’ingresso lungo la carretera del Carmelo fino al lato opposto in Avenida del Santuario de San Jose de la Montaña.

Sono 150 queste palle e originariamente servivano per separare il percorso delle carrozze dai pedoni.

A sinistra, tra il “teatro greco” e Casa Larrard, troviamo uno dei portici più famosi di Park Güell: il portico della Lavanderia così definito per la presenza di una colonna raffigurante una cariatide scolpita in forma di lavandaia.
Alcuni studiosi ci vedono una famosa statua egizia conservata nel museo del Louvre… ma in fin dei conti ogni cosa è possibile: siamo nel parco più straordinario di sempre.
Questo portico forma una sorta di chiostro romanico con colonne a forma di palma con un effetto simile ad un’onda marina ed inclinate come se fossimo sotto alle radici degli alberi soprastanti.

L’ingresso di questo porticato è anticipato da un cancello in ferro battuto che Salvador Dalí chiamò a forma di “fegato di manzo”. 
Ci provo a capire Dalí ma sinceramente questa sua affermazione non la riesco proprio a comprendere…

 

Il calvario, l’opera più pura

A causa del fallimento del progetto qui non vediamo il piccolo santuario che Gaudí aveva immaginato di erigere ma una collinetta con tre croci di pietra.
Questo promontorio anticamente chiamato Turó de les Menes (collina dei minatori) avrebbe dovuto ospitare una cappella a forma di fiore con sei petali.
Quando questo progetto non fu realizzato Gaudí progettò una croce monumentale con le insegne della passione di Gesù con le croci decorate con la lettera J, la corona di spine e la scritta Hallelujah, i chiodi della crocifissione, le lettere greche alfa e omega (simbolo dell’inizio e della fine) e in basso la frusta e la lancia e la scritta AMEN.

Alla fine Gaudí costruì un monumento a forma di calvario con tre semplici croci di pietra.
Ispirato alla scoperta delle grotte preistoriche in cui furono trovati i fossili, l’architetto concepì il calvario come dei megalitici molto simili ai nuraghi sardi.
Due rampe di scale conducono in cima da dove potrete godere della pace di questo luogo mistico e della splendida vista panoramica di Barcellona.
Le croci originali furono distrutte durante la guerra civile e furono ricostruite nel 1939.

 

La casa-museo di Gaudí

Ve ne parlerò in modo più approfondito nel suo articolo dedicato però una menzione è d’obbligo alla casa che fu di Gaudí per quasi vent’anni.
Fu costruita come casa campione per l’urbanizzazione ed al fallimento del progetto fu acquistata dall’architetto.
Si tratta di una splendida casa a tre piani sormontati da una torre il tutto circondato da un semplice giardino.

Alla morte dell’architetto fu messa in vendita e l’importo fu destinato alle opere della Sagrada Familia, così come indicato nel testamento di Gaudí.
Ospita vari mobili ed oggetti personali nonché alcuni dipinti e sculture.

Non è stato semplice redigere questo articolo perché dei tanti pareri che ho ricevuto dai miei “turisti” ho capito che Park Güell è uno stato d’animo.
Se entrate qui con lo spirito di rilassarvi, di godere del vostro tempo avvolti da naturali bellezze e straordinarie fantasie architettoniche allora siete nel posto giusto.
Non è un palazzo dell’Eixample. Non è un monumento eretto per essere la memoria di qualcosa.
Park Güell deve essere un posto dove iniziare a capire Barcellona.
Un po’ come è successo per me: da qui è partito il pensiero di creare una guida che andasse oltre la semplice descrizione di questo o di quell’altro.
Qui trovate il logo del mio Blog.
Qui trovate l’inizio dell’interminabile scoperta della città più hermosa del mundo!

 

 

 

 

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