Pedralbes, il monastero della Regina

Il Monastero Reale di Santa Maria di Pedralbes, noto semplicemente come Monastero di Pedralbes, è situato nella bellissima e lussuosa zona di Barcellona che apparteneva al vecchio comune di Sarriá, che oggi porta il suo nome.

Siamo nella zona a ridosso delle colline di Collserola sopra alla Diagonal che taglia in due la città.
È il sofisticato quartiere di Pedralbes (dal greco Petres Albes, pietre bianche, in riferimento alle rocce che facevano da scenografia a questa area).
L’atmosfera claustrale del monastero sembra essersi esteso all’intero quartiere, per la quiete delle sue strade e la sua comunità benestante e facoltosa, dove troviamo pure il Consolato degli Stati Uniti d’America, residenze di multimilionari e numerosi licei privati internazionali oltre al Campus universitario.

 

Come arrivare al Monastero di Pedralbes

Per raggiunge il Monastero di Pedralbes da Plaça Catalunya il mio consiglio è di prendere la Metro L6 (viola) con direzione Reina Elisenda e scendere alla fermata TRES TORRES.
Da qui con il Bus 68 con direzione Cornellá si scende alla fermata BISBE CATALÀ.
Lungo Carrer de Bisbe Català la segnaletica ci orienta verso il Monastero in meno di 5 minuti di passeggiata, pronti a scoprire la tranquillità e la bellezza di questo monumento.

Potete seguire il percorso anche qui [+ percorso Google Maps]

Se avete acquistato il tour con il BUS TURISTICO la linea per arrivare qui è quella azzurra.

 

Le origini del Monastero di Pedralbes

Le correnti spirituali dell’epoca portarono qui le monache di Santa Chiara, il ramo femminile dell’ordine di San Francesco, in un convento fondato nel 1326 dalla regina Elisenda di Montcada e dal re Giacomo II, risiedendovi senza interruzioni fino al 1983.

La regina Elisenda si affezionò in modo particolare a questo luogo, tanto che inviò tramite il Consiglio dei Cento la sua protezione.

Essere al Monastero di Pedralbes vuol dure uscire dai tour turistici tradizionali, calandosi in una dimensione di quiete e meditazione, oltre che di storia e cultura.
Non è questione di fede: il fatto che mi piaccia visitare i luoghi sacri di Barcellona è dovuto alla loro storia: le motivazioni che hanno portato ad erigere questa chiesa o monumento, i coinvolgimenti della popolazione durante l’edificazione ed il significato intrinseco odierno.

La regina, alla morte del re Giacomo II, si trasferì in un palazzo costruito proprio qui a fianco al monastero.
Nelle note testamentarie, Elisenda indicò che questa residenza venisse distrutta alla sua morte, prece che però non fu rispettata.
Beh, mi vien da dire “meno male”!

Nel periodo della Guerra d’Indipendenza il monastero ospitò come rifugio le monache espulse dagli altri conventi della città, saccheggiati e bruciati dagli anticlericali ed anarchici.
Dal 1931 è ufficialmente Monumento Storico Artistico entrando nel circuito del Museo di Storia di Barcellona confermando la sua chiara funzione artistica, di divulgazione dell’arte e della storia che però non ha vietato ad una minoranza di monache di poterci vivere ancora al suo interno.

 

La quiete e la bellezza nel Monastero di Pedralbes

Il complesso architettonico del Monastero di Pedralbes, caratterizzato da un’unica navata, costituisce uno dei migliori esempi di gotico catalano, tanto nella chiesa quanto nel chiostro.

All’interno della chiesa troviamo la tomba della regina Elisenda, con due lati: uno verso la chiesa dove la sua immagine appare come sovrana, l’altro che guarda al chiostro mostrando una vedova penitente.

Inoltre sono presenti le finestre originali del XIV secolo, tombe di famiglie nobili ed un piano del coro degno di nota!

All’interno del monastero, e tutto intorno al chiostro, possiamo vedere le celle diurne dove le religiose si ritiravano per la meditazione ed il raccoglimento personale.

Le suore di questo ordine tendevano a provenire da ambienti benestanti e ciò quasi giustifica l’imponente patrimonio artistico del monastero, quasi un riflesso della zona residenziale che lo circonda.

La bellissima cappella di San Miguel, commissionata dalla badessa suor Francesca ça Portella ed eseguita dal pittore Ferrer Bassa nel 1343, richiama l’influenza di artisti come Giotto, del laboratorio di Lorenzetti e di Simone Martini.

Nella piccola cappella, dedicata a San Miguel, si possono trovare diversi dipinti del pit­tore Jaume Fer­rer Bassa.
La cosa che salta all’occhio in questa chiesa sono il ridotto quantitativo di decorazioni in netto contrasto con le  superbe vetrate.
Nel vecchio dormitorio delle suore, che ha subito numerose trasformazioni nel corso del tempo, si può visitare la mostra “Los tesoros del Monasterio” che presenta una selezione delle migliori opere d’arte, arredi e oggetti liturgici raccolti dalla comunità per sette secoli.

Le altre mostre permanenti offerte dal monastero sono “Plantas, remedios y apotecarios” (Piante, rimedi e Speziali) nel chiostro del recinto; un campione di diorami nella Sala di Procure, e la mostra “Petras Albas” nella vecchia infermeria, che illustra la vita della comunità delle Clarisse e la storia del luogo.

Visitare il Monastero Reale di Santa Maria de Pedralbes permette di poter perfezionare i quattro punti chiave che possono essere definiti la spina dorsale del sito: gli sforzi di conservazione che includono il suggestivo e storico edificio, nonché numerose collezioni d’arte, permettono di promuovere nel tempo le testimonianze della presenza della comunità religiosa nella città; la ricerca sulla costruzione, e tutta l’arte che è inglobata all’interno delle sue mura; la continua proposta delle mostre espositive temporanee e permanenti per una più ampia visione della cultura monacale; stimolare l’interesse per la conoscenza della storia del monastero e del suo stretto rapporto con la città di Barcellona e tutta la Catalogna.

Alcuni spazi del convento furono riformati nel 1992-93 per ospitare un vecchio deposito di pittura del Museo Thyssen-Bornemisza a Madrid.
L’afflusso decrescente di pubblico e il culmine della riforma del MNAC di Barcellona hanno portato a un ripensamento di questo accordo, in modo che tali dipinti sono stati trasferiti al museo nazionale di cui sopra.

 

Quando e Come al Monastero di Pedralbes

Il mezzo più comodo per raggiungere il Monastero di Pedralbes è la Metro L6 (viola) con direzione Reina Elisenda scendendo alla fermata TRES TORRES.
Usciti dalla Metro sarete su Via Augusta: avrete a due passi la fermata per il Bus 68 con direzione Cornellá. La vostra fermata sarà BISBE CATALÀ.
Da qui in meno di 5 minuti di passeggiata sarete davanti all’ingresso.

Se avete acquistato il tour con il BUS TURISTICO la linea per arrivare qui è quella azzurra.

Potete seguire il percorso anche qui [+ percorso Google Maps]

 

Orari del monastero

dal 2 gennaio al 31 marzo
MAR – VEN dalle 10 – 17 / SAB e DOM dalle 10 -19 / FESTIVI 10 – 14
dal 1 aprile fino al 30 settembre
MAR – VEN dalle 10 – 17 / SAB dalle 10 – 19 / DOM 10 – 20 / FESTIVI 10 – 14
dal 1 ottobre fino 31 dicembre
MAR – VEN dalle 10 – 17 / SAB e DOM dalle 10 – 19 / FESTIVI 10 – 14
 
CHIUSO: lunedì / 1 gennaio / venerdì santo / 1 maggio / 24 giugno / 25 dicembre
PREZZO: 4,40 (5,00 con audioguida) per adulti / 3,10 (3,70 con audioguida) pensionati, studenti e gruppi minimo 10 persone
GRATUITO: con la BARCELONA CARD, minori di 16 anni (accompagnati da un adulto), giornalisti e docenti.
a partire dalle ore 15 l’ingresso è gratuito

Pagina Webmonestirpedralbes.bcn.cat

 

Cosa vedere nel quartiere di Pedralbes

L’intero territorio di Les Corts Sarriá in passato era terreno agricolo fin quando Barcellona non si allargò alla fine del 1800 grazie al Piano Cerdà.
Qui l’imprenditore Joan Güell comprò una delle aziende agricole più importanti della regione, l’agriturismo Can Custó.
Il figlio, Eusebi Güell sommò a questo patrimonio l’acquisto di alcune case coloniche.
Nel voler conclamare il valore patrimoniale della famiglia ordinò la costruzione di un piccolo palazzo (progettato dall’architetto Martorell) che fu l’origine dell’attuale Palazzo Reale di Pedralbes.
Il sodalizio con il giovane Antoni Gaudí portò alla riforma della casa ed alla costruzione di un muro di recinzione nonché dei famosi Padiglioni Güell.

La casa, con la monumentale scalinata, il gazebo, il maneggio all’aperto sono andate perdute poiché nel 1919 si edificò su questa area l’attuale Palazzo Reale.
Si sono mantenuti soltanto il muro e le scuderie, prototipi dell’arte gaudiana che poi troveremo di riflesso in numerosi suoi edifici.

Una importante seconda tappa in questa zona potrebbe essere il prestigioso Palazzo Reale di Pedralbes (in catalano, Palau Reial), l’edificio che tra il 1924 e il 1931 fu la residenza barcellonese della famiglia reale durante le loro visite in città.
Non vi si può accedere però uno sguardo alla sua imponente struttura merita sicuramente il passaggio.
In passato questo edificio ha ospitato il Museo della Ceramica, il Museo delle Arti Decorative ed il Museo del Tessile e dell’Abbigliamento, fin quando non sono state inglobate nel nuovo e moderno Museo del Design nel 2014, quello che trovate ai piedi dell’imponente Torre di Agbar. 

Passando dal sacro al profano a pochi minuti da qui, proprio di fronte al Palazzo Reale si erge maestoso ed orgoglioso lo stadio del Barcelona FC, Camp Nou.
Può essere l’occasione per accontentare i vostri figli, forse annoiati e disinteressati da così tanta arte gotica catalana…

 

Dove mangiare nei pressi del Monastero di Pedralbes

A due passi dal Monastero quello che posso consigliarvi senza tanti indugi è El Jardi de l’Abadessa, l’elegante ristorante dello chef Carlos Cases dove nei mesi estivi potrete pranzare o cenare nel bellissimo giardino all’aperto.
E come dice il proprietario “un jardin en Barcelona, un restaurante para todos”… offrendo una cucina tipica mediterranea esaltata da una selezione di vini molto accurata.
Pochi ristoranti a Barcellona possono godere di una posizione così privilegiata e di un ambiente così sereno.
Oltre 1.000 m2 immersi nella natura è veramente una perla gastronomica da non perdere.
Volendo potete fermarvi anche solo per un aperitivo, in qualsiasi momento dell’anno.
Sarà comunque un’esperienza indimenticabile.

Se siete amanti del pesce e dei frutti di mare e se volete un ambiente ulteriormente raffinato, in linea con il lusso del quartiere di Pedralbes allora dovete prenotare al ristorante Triton.

Un’altra piccola perla sicuramente è il ristorante Santa Clara
Prodotti di mercato di alta qualità per una cucina onesta e classica, curata e di gusto.
Qui ha sede anche un “corner” del panificio Baluard, re del pane di altissima qualità.
La particolarità del ristorante Santa Clara, oltre ad un bellissimo giardino, è la ristrutturazione avvenuta nel 2015 per mano dell’interior design Jaime Beriestain, che già vi ho consigliato nel mio articolo GASTRONOMIA, LE MIE ESPERIENZE, LA PEDRERA A TAVOLA.

Se la vostra insaziabile fame italiana non può attendere allora non posso che indirizzarvi all’eccellente Isabella’s Restaurant, non solo perché porta il bellissimo nome di mia sorella, ma soprattutto perché l’Amor por la comida italiana, come recita la home page del loro sito è vero!
Isabella Heseltine, romana de Roma, barcellonese da oltre 30 anni, è cresciuta nelle cucine di sua madre imparando le migliori ricette della tradizione italiana.

Ultimo mio ristorante preferito è ai piedi della funicolare per il Tibidabo, il ristorante Mirabé con una vista panoramica sulla città spettacolare. 
Qui arriva la Tramvia Blau e già mezza magia è stata realizzata.
Poi la cucina della tradizione mediterranea con quel tocco di dettagli vi entusiasmerà senza dubbi.

 

Dal sacro al profano: lo shopping nei pressi del Monastero di Pedralbes

Se la scelta di negozi di moda qui nel quartiere di Pedralbes è molto scarsa ed aiuta la zona a non ricevere orde di turistiche, tuttavia esistono due grandi centri commerciali sull’Avinguda Diagonal: il Pedralbes Centre e un po’ più avanti verso la città L’Illa con i tradizionali negozi di moda globalizzati, boutique di cosmesi e profumerie oltre a oggettistica per la casa.

La “fatica” di esserci spinti fino al lato ovest della città di Barcellona è stato sicuramente ripagato da esperienze singolari: la visione di un quartiere in netto contrasto con il caotico centro cittadino, il raccoglimento all’interno di un monastero prezioso tanto per l’arte quanto per la storia catalana e la possibilità di virare la visita tra gastronomia, sport e shopping.

Esperienze nuove, fuori dalle rotte comuni, soprattutto potendo dare alla propria vacanza barcellonese un valore aggiunto che i miei turisti porteranno sicuramente nel cuore.

 

 

 

 

 

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