Santa Maria del Mar, la cattedrale del mare

La basilica di Santa Maria del Mar, conosciuta anche come la chiesa di Santa Maria del Puerto (dal castigliano, del Porto) è una delle nove basiliche minori di Barcellona.

Splende in perfetta bellezza all’interno della Ciutat Vella, nel Barrio Gotico dell’antica città probabilmente edificata sopra ad una antico anfiteatro romano.

Oggigiorno è visitabile previo una questua all’ingresso che permette ai continui lavori di manutenzione di trasmettere negli anni avvenire il suo meraviglioso splendore culturale e religioso.

 

Gli orari della Basilica di Santa Maria del Mar

Se volete assistere ad una SS. Messa gli orari sono: 
tutti i giorni alle 19.30
DOMENICA e FESTIVI: 12.00 Messa internazionale e 19.30 Messa vespertina in spagnolo

Per visitare liberamente la Basilica di Santa Maria del Mar gli orari sono:
dal lunedì al sabato: dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.30
Domenica: dalle ore 10.00 alle 14.00 e dalle 17.00 alle 20.00

Se invece volete prenotare la vostra visita culturale guidata con la possibilità di accedere alle torri ed alla terrazza, potendo ammirare il cuore della città gotica e medievale dall’alto dovete cliccare sul link qui sotto.
Queste visite culturali rispettano i seguenti orari:
dal lunedì al sabato: dalle ore 13.00 alle 17.00
Domenica: dalle ore 14.00 alle ore 17.00
Sarà un’occasione esclusiva potendo fare foto e selfie unici e spettacolari


 

La storia della basilica di Santa Maria del Mar

La storia della basilica di Santa Maria del Mar è legata alla città di Barcellona.
Poco dopo l’arrivo del cristianesimo nella colonia romana di Barcino nacque una piccola comunità cristiana vicino al mare e fuori dalle sue mura a ridosso del cimitero cristiano dove fu sepolta la martire Santa Eulalia.
Potrebbe essere questo il posto dove fu edificata una cappella di culto, conosciuta come Santa Maria de las Arenas.
La storia della Parrocchia con il nome di Santa Maria del Mar è documentata da prove risalenti già dal settimo secolo d.C.

Durante il 1200 la città subì una crescita intensa: quella che allora era Vilanova del Mar, e che oggi è un quartiere che chiamiamo La Ribera era un cantiere navale, fulcro di import ed export di svariati tipi di merci nonché una zona ricca di botteghe e laboratori artigianali.
Venne da sé la necessità di erigere un tempio di dimensioni maggiori rispetto a quello già esistente.
Così le autorità ecclesiastiche patrocinarono l’iniziativa, forti del sostegno economico di commercianti e degli stessi abitanti e con il permesso del re Pere III si poté estrarre la pietra dalla collina di Montjüic per la costruzione di una basilica.

 

1329, inizia la storia di Santa Maria del Mar

Una lapide a lato della basilica, in Carrer de Santa Maria, dove trovate anche il Fossar de les Moreres – una emblematica e significativa piazza dedicata ai caduti catalani, ci ricorda l’anno 1329, data in cui i parrocchiani dell’aera portuale e della Ribera iniziarono a pagare anche con il loro sudore, la costruzione di una basilica dedicata alla bienaventurada Virgen Maria (dallo spagnolo, benedetta Vergine Maria).

Questo fatto è in netto contrasto con la Cattedrale de la Santa Creu, costruita nello stesso periodo ma associata alla monarchia, alla nobiltà e all’alto clero.

Pare che l’intera popolazione de La Ribera abbia partecipato attivamente alla costruzione, in particolare gli scaricatori del molo, chiamati galafates de la Riberabastaixos, che trasportarono le enormi pietre per la costruzione della chiesa dalla cava reale di Montjüic alle spiagge che al tempo erano veramente a due passi dalla costruzione, caricandoseli sulla schiena, uno per uno.

La porta principale della chiesa rende omaggio ai bastaixons con due lapidi – una in catalano e l’altra in latino, a testimonianza delle loro fatiche offerte per la costruzione, oltre a trovarli raffigurati in bronzo sul portale principale. 

La facciata e le cappelle laterali furono terminate intorno al 1350 e circa trent’anni dopo, sul punto di finire la quarta sezione delle volte, un incendio alle impalcature procurò non pochi danni all’intera struttura.
L’ultima chiave di volta fu posta il 3 novembre del 1383 e l’anno successivo, il giorno dell’assunzione – il 15 agosto, venne celebrata la prima messa alla presenza del vescovo di Barcellona.

 

I segreti dell’architettura di Santa María del Mar?

L’architettura gotica catalana del XIV secolo ha una forte personalità manifestata nella sobria orizzontalità dei suoi edifici.
Si può dire che la basilica di Santa María del Mar è l’esempio più chiaro di questo modo di costruire monumenti a Barcellona durante il 14° secolo.

Le corsie laterali misurano metà della luce centrale e questo è dimostrato dal fatto che la composizione geometrica del progetto era basata sul sistema conosciuto nel Medioevo come “ad quadratum”.
La sensazione che provoca la contemplazione del tempio è di leggerezza e agilità.

La larghezza dell’edificio è di 33 metri: tenendo conto che l’altezza della navata centrale è di 33 metri, il progetto architettonico, visto di fronte, si inserisce in una circonferenza perfetta.

L’interno della chiesa subì numerosi adattamenti in base al gusto dei vari secoli donando nuovi elementi decorativi e artistici.
Alla fine del XVII secolo, il viceré Jorge de Hesse-Darmstadt ordinò la costruzione di un passaggio sopraelevato che collegasse la chiesa al palazzo vicereale: attraversava l’attuale Fossar de les Moreres e correva lungo la Calle Malcuinat.
Sul lato destro dell’altare maggiore vi era la tribuna reale e qui giungeva il collegamento voluto dal viceré.

Il 1° agosto del 1708 Santa Maria del Mar fu teatro delle nozze tra l’Arciduca Carlo d’Austria e Isabella Cristina di Germania (madre della futura Maria Teresa d’Austria e nonna della futura Maria Antonietta di Francia).

Nel 1783 venne inaugurato un nuovo altare tardo-barocco. Dodici colonne monolitiche centrate attorno all’immagine della Vergine, opera dell’architetto Deodat Casanovas e dello scultore Salvador Gurrí.
La maggior parte delle immagini ed il magnifico altare barocco aggiunti durante i secoli seguenti, nonché gli archivi, andarono persi durante l’incendio del basilica del 19 luglio 1936 quando Santa Maria del Mar bruciò per undici giorni di fila.
Questo incendio fu causato dagli anarchici e dagli anticlericali che assalirono il tempio, così come in molte altre chiese a Barcellona.

 

Il gotico catalano, tra maestosità e leggerezza

Visto dall’esterno l’edificio è imponente, dall’aspetto solido, cosa che al suo interno tramuta in grande leggerezza.
Le linee orizzontali e le sezioni laterali senza grandi decorazioni le conferiscono, seppur stiamo parlando di una chiesa gotica, una certa delicatezza strutturale.

La parte orizzontale viene continuamente enfatizzata da modanature, cornici e superfici piane (per esempio un altare non troppo elevato) come se si volesse evitare un’eccessiva sensazione di altezza.
Globalmente l’edificio forma un unico blocco senza sezioni di muri e di diverse profondità ad esclusione delle tradizionali navate, tipiche del gotico europeo.

Tutto questo ha consentito che l’illuminazione proveniente dalle maestose vetrate potesse essere sempre piatta, lontano dai giochi di luci ed ombre che si verificano in altre chiese con questo stile.

 

L’esterno della basilica, austerità e leggerezza

La facciata principale è incorniciata da due torri ottogonali, forma che si ripeterà nelle colonne al suo interno.
I due potenti contrafforti che incastonano il rosone ci trasmettono l’ampiezza della volta interna.
Nella visione orizzontale della facciata possiamo vedere due sezioni chiaramente ben distinte mentre nelle torri l’orizzontalità è sottolineata nuovamente dalle gallerie finestrate anziché da pinnacoli o terminali a punta.
La sezione inferiore invece è centrata dal portale e dal suo rosone accompagnato da due finestre nei contrafforti e dalle torri.

L’austerità generale è ancora più evidente sui lati. Qui abbiamo pareti piatte, prive di decorazioni.
La netta diversità rispetto alla grazia dei contrafforti gotici francesi è quanto mai evidente nella totale assenza di decorazioni che non troveremo mai come elemento architettonico nel gotico catalano.

La sezione orizzontale ci mostra in modo chiaro i tre piani costruttivi.
Nella parte inferiore, corrispondente alle cappelle laterali, ci sono finestre strette e relativamente piccole che si alternano lungo il muro al ritmo di ogni singola cappella interna, ed ogni tre per lo spazio dei contrafforti.
Sulle due pareti laterali troviamo anche due portali: la Porta de Sombrereros (sul lato sinistro) e la Porta de las Moreres (appunto che si affaccia sul piazzale omonimo).

Posteriormente è stata aperta una terza porta in corrispondenza dell’abside: è la Porta del Borne.

 

La basilica al suo interno, ampio spazio e tanta luce

Interiormente l’edificio è strutturato su tre navate con un ambulacro, ossia lo spazio all’interno della chiesa scandito dalle navate e dove i fedeli possono camminare all’interno dell’edificio, con una planimetria priva della tradizionale forma a croce.

Le navate in totale sono sette, tutte coperte da una volta a vela e coronate da magnifiche chiave di volta.
In sostanza abbiamo una chiesa a tre navate ma sembra che l’architetto abbia voluto dare una sensazione di un’unica navata con pareti lisce e colonne ottogonali prive di decorazioni conferendo alla struttura interna una sorta di austericità gotica.

Il risultato è uno spazio che ha escluso totalmente la divisione gotica ed in cui la percezione di singolo ambiente ci permette di vedere nell’immediato le cappelle laterali senza doverci addentrare nei corridoi laterali.

La navata centrale è illuminata da piccole aperture.
Questi oculi diventano grandi finestre tra le colonne del presbitero ed occupano quasi tutto lo spazio disponibile contribuendo a rafforzare l’effetto con un semicerchio di luce.

 

Il barrio gotico, la sua alma, la sua chiesa

Santa Maria del Mar è l’esempio più emblematico e raffinato del gotico catalano e l’importanza che riveste per il quartiere de La Ribera acquisita dal 13mo secolo ad oggi conferma la magia e l‘alma (l’anima) di questa parte del Barrio Gotico.
La vecchia parrocchia de Las Arenas venne trasformata dal suo popolo nella Cattedrale del Mare edificata dalla gente del mare e dai barcellonesi fortemente legati al loro quartiere.

Qui venivano a prendere la benedizione tutti coloro che partivano alla volta delle rotte disseminate nel Mare Magnum e probabilmente è questo uno dei connotati storici e sociali più caratterizzanti di questa basilica.
Un particolarità che probabilmente giustifica una così ampia partecipazione sociale alla sua costruzione.

Sulla facciata principale troviamo le immagini di San Pedro e San Pablo con un insuperabile rosone in stile gotico fiammeggiante del XV secolo.
Sulla facciata di Calle Santa María sono evidenti i doccioni dei contrafforti, con il retro delle vetrate e soprattutto spicca la sua monumentale dimensione.

La basilica di Santa María del Mar è anche la scenografia del romanzo di Ildefonso Falcones (“La cattedrale del Mare”) che ha venduto oltre sei milioni di copie e tradotto in numerose lingue.
La seconda puntata di questo romanzo, “Gli eredi della terra” fa pure riferimento al lavoro già svolto da Carlos Ruiz Zafón nel romanzo “El juego del ángel” (Il gioco dell’angelo) ed al romanzo giovanile di Africa Ragel, “Thesaurus, Ombres a Barcelona”.
Non lo avete ancora letto? Eccomi qui pronto a suggerirvi una pausa lettura in un romanzo veramente spettacolare.

 

La leggenda dello scudo del Barcelona FC

Sarebbe bello continuare a lasciare un alone di mistero intorno alla presenza dello scudo della prestigiosa squadra calcistica barcellonese in una vetrata della basilica di Santa Maria del Mar.
L’unico mistero rimarrà la sua collocazione: esiste ma non tutti sanno dove si trovi.

Ma perché mai all’interno della basilica troviamo lo stemma del Barcellona Futbol Club?
L’arcano mistero è presto che svelato.
Nel 1960 il presidente del Club decise di donare 100.000 pesetas alla parrocchia per la ristrutturazione così il ringraziamento fu di porre lo stemma a firma di una delle vetrate.

In realtà è una pratica comune che viene eseguita con la “firma” del donatore che sia su di una vetrata o di una panca lignea.

 

Prenotare la visita guidata e l’accesso alle torri e alla terrazza

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Percorso d’arte per veri intenditori all’interno di Santa Maria del Mar

Le vetrate

Il rosone sicuramente è la parte predominante: è originale del 1459 per opera dei maestri Pere Joan e Andreu Escuder. 
Tutte le restanti vetrate sono state costruite nei periodi successivi ma soprattutto in base alla disponibilità economica della Parrocchia.

La cronologia delle vetrate è la seguente:
La vetrata del Giudizio finale, è opera di Sendrius Desmasnes di Avignon, mastro vetraio che ha collaborato alle più importanti cattedrali francesi.
La vetrata della fontana vivente, è del 1648.
Le vetrate della Pentecoste e della Santa Cena sono del 1711.
Le due vetrate con gli apostoli risalgono al 1718.
La vetrata della Palma, del Cipresso e dell’allegoria eucaristica, nella parte superiore e dietro l’altare maggiore sono del 1790.
I quattro profeti sono raffigurati in una vetrata del 1878.
L’Annunciazione e il Fidanzamento della Vergine Maria sono stati disegnati da Lluís Masriera nel 1924 ma realizzate solo dieci anni dopo.
La vetrata più recente, accanto alla porta della sacrestia, posta nel 1995, è di José Fernández Castrillo commemora le Olimpiadi del 1992.

L’altare maggiore e la cripta

Nel 1965 quello che era rimasto dall’incendio del precedente altare barocco fu rimosso.
Ne venne installato uno più vicino all’arte gotica che raffigura la Madre di Dio con una barca ai suoi piedi, dal doppio significato: il primo è ovviamente il collegamento ai pescatori che hanno sacrificato parte della loro vita contribuendo all’edificazione della cattedrale ma pure la benedizione della Vergine ai viaggiatori, la seconda vuole porre la Vergine al di sopra della città di Barcellona, appunto raffigurata da una Barca.

Nel periodo dopo l’incendio furono eseguiti lavori di restauro e durante alcuni scavi vennero alla luce una parte della necropoli di epoca romana.
In questo vuoto è stata costruita la cripta dove dall’anno 2000 è conservata la reliquia di Sant Cugat del Rec.

La cappella del Santissimo Sacramento

Il Santissimo Sacramento era custodito in un altare nella sacrestia e qui veniva data la comunione a messa finita.
Nel 1609 fu costruita una piccola cappella di preghiera fin quando quasi due secoli dopo, non essendo più sufficientemente capiente, si decise di espanderla con decori neoclassici.

L’organo

La Basilica di Santa Maria del Mar possiede senza dubbio uno dei principali organi della Catalunya potendolo considerare come il prototipo di un arricchimento del patrimonio che ha conferito uno “stile” grazie alla scuola castigliana che tra il 16mo e 18mo secolo è stata promotrice di questa arte… 

Le varie indagini portano ad un prete di Narbonne (Francia) ad essere il primo organista di Santa Maria del Mar nel 1393.
Di qui si passarono il testimone germanici, italici (principalmente frati francescani) e fiamminghi ma pure per il perfezionamento dello strumento che ora è una perfetta sintesi della tradizione catalana e castigliana: giochi manuali, canne orizzontali… fino all’estensione dell’ottava corta.

L’importante provenienza da terre lontane di artigiani insieme ai produttori di organi nativi hanno donato una ricchezza incomparabile creando così una scuola estremamente interessante ed unica dove la particolarità è nell’esistenza di due corpi, quello principale e quello posteriore.

In Santa Maria del Mar troviamo due organi:
il primo è il Grande Organo che viene utilizzato per le importanti celebrazioni è la ricostruzione di quello che fu inaugurato durante la messa del Santo Natale del 1797 e completamente distrutto nell’incendio del 1936 durante la Guerra Civile;
il secondo, l’Organo minore, anch’esso distrutto durante l’incendio, risaliva al 1495 e serviva per accompagnare il coro durante le funzioni quotidiane.

Oggigiorno assistere ad un concerto all’interno della basilica di Santa Maria del Mar vuol dire vivere una esperienza unica e incomparabile.
Ne traspare tutta la sua bellezza gotica, l’anima catalana e quel sapore di Cattedrale del Mare che, romanzata o meno, è parte essenziale di Barcellona.

 

 

 

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