Una mattinata Modernista

Se avete programmato di venire a Barcellona, e siete a casa curiosi di leggere dove vi porterò con la Ruta Modernista, avete anche la possibilità di valutare per quale monumento procedere alla prenotazione del biglietto d’ingresso dei 7 siti a pagamento (su 23 che vedremo).
Vi suggerirò l’acquisto tramite i miei link e numerose volte avrete modo anche di risparmiare rispetto alle biglietterie in loco.
I prezzi indicati si riferiscono sempre per un pagante adulto.  Per studenti, minori o over ci sono sempre ulteriori sconti.

Se invece siete già in città questa Ruta la potete seguire dal vostro smartphone o tablet così potrete collegarvi ai rimandi evidenziati in blu per scoprire con più dettaglio la meraviglia modernista davanti alla quale vi ho portato.

Scarpe comode? VAMOS!
Partiamo da Plaça Catalunya ed imbocchiamo Rambla de Catalunya. [+ per non sbagliare seguimi su Google Maps]

Attraversata la Gran Via passeggiamo per un solo isolato.
A sinistra giriamo su Carrer de la Disputació ed al civico 250 saremo davanti alla nostra prima tappa Casa Garriga Nogués, anno 1902 per opera dell’architetto Enric Sagnier, oggi sede della Fondazione Mapfre ed ai piani superiori convertito in hotel.

È un edificio classico: nella parte bassa locali commerciali ed al piano nobile la residenza della famiglia proprietaria.

La facciata è una mescola di elementi classici e rococò, come tetto, ringhiera o le quattro grandi mensole che reggono il balcone: sono le quattro età della vita.
Da sinistra a destra troviamo le muse, dapprima con un bambino in fasce, poi nella pubertà e maturità ed infine con un anziano incoronato.


Proseguiamo lungo questa via e giriamo a destra in Carrer de Balmes dove al civico 48 incontreremo il Museu del Modernisme Català[+ info]

Volendo entrare si potranno ammirare circa 350 opere degli artisti più influenti del modernismo catalano.
Biglietto di ingresso 10 euro (prenotando con il mio link avrete uno sconto del 15%)
MA – SA 10.30 – 19
DO e festivi 10.30 – 14

Usciti dal Museo giriamo a destra su Carrer de Concell de Cent per due isolati arrivando su Passeig de Gràcia.

La Manzana de la Discordia

Nello “smusso” di questo crocevia saremo di fronte a Casa Lleó Morera dell’architetto Doménech i Montaner, ora sede del prestigioso marchio di moda Loewe.

Siamo in piena “Manzana de la Discordia : si tratta di un isolato che comprende i tre più celebri edifici modernisti della via.
L’appellativo gioca sul doppio significato del termine manzana, traducibile in “isolato” ma pure in “mela” che rimanda al mito del pomo della discordia.

Rimaniamo su questo viale e più avanti al civico 41 avremo la spettacolare Casa Amattler [+ info] per opera dell’architetto Puig i Cadafalch.

Una particolarità proprio davanti la porta di Casa Amatller: c’è una mattonella indicante che il sito è il chilometro Zero della European Route of Modernism.

Questo in onore della creazione da parte dell’architetto del Panot de la Flor, il fiore di Barcellona che simboleggia la nostra Ruta Modernista.

Ci sono differenti tipologie di visite da poter valutare:
Visita (circa 40′) ore 11-18 – biglietto 14 euro
Visita guidata (circa 60′) ore 11 EN / 12 CAT / 13 ES – biglietto 17 euro
Visita teatralizzata (circa 75′) ore 18 CAT – biglietto 20 euro

Al suo fianco, al civico 43, l’opera di Gaudí, la fantastica Casa Batlló[+ info]
Se (malauguratamente) non avete intenzione di entrare andate a leggervi i miei articoli… almeno conoscerete cosa vi state perdendo.

Biglietto 24,5 euro comprensivo di audio-guida
orario 9 – 21 (ultimo ingresso ore 20)

Attraversiamo Passeig de Gràcia perché sul lato opposto, al civico 66, potremo ammirare Casa Viuda Marfa con i suoi splendidi archi e l’imponente scalinata.
Ora dirigiamoci al civico 92 per ammirare una delle opere più stravaganti di Antoni GaudíCasa Milà meglio conosciuta come  La Pedrera. [+ info]
Biglietto 22 euro
orario 9 – 18.30 (ultimo ingresso ore 18)

Se invece volete vivere una esperienza veramente speciale potrete conoscere la leggenda e la storia di questa casa con uno spettacolo notturno unico nel suo genere.

Sempre su Passeig de Gràcia, al civico 96 fin saremo davanti all’ingresso dell’atelier Massimo Dutti ospitato in Casa Ramon Casas.
Concedetevi un giro da “finti clienti” tanto per ammirare questo showroom spettacolare.

Chiamata anche Casa Casas-Carbó, era la residenza del pittore Ramon Casas appartenente all’alta borghesia, che commissionò all’architetto Antoni Rovira i Rabassa il completamento di questo edificio.
Bellissima anche la terrazza che ospita la riproduzione di un veicolo d’epoca circondato da una scenografica parete in ceramica dipinta.

I turisti non lo sanno!

La camminata su Passeig de Gràcia  proseguirà sempre dritto per 400 m.: alla nostra sinistra i Jardins de Salvador Espriu ed al civico 132 saremo davanti a Casa Fuster.

L’edificio modernista disegnato e creato da Lluís Domènech i Montaner nel 1908, ora convertito in un lussuoso hotel, si caratterizza per le sue robuste colonne di pietra rossa, finestre trilobulari ed una ricchezza di ornamenti floreali il tutto in pieno contrasto del bianco marmo.

Tornando indietro sul lato opposto del giardino potrete ammirare al civico 113 Casa Bonaventura Ferrer.

È un palazzo progettato dall’architetto Pere Falqués i Urpí nel 1906, lo stesso che disegnò i lampioni di Paseo de Grácia.
Dal 1979 è nel catalogo del patrimonio storico-artistico della città conosciuto come “El Palauet”.
Dal 2010 è stato completamente rinnovato e trasformato in hotel di lusso e spesso vengono ospitate mostre ed eventi di carattere pubblico e di beneficenza.

Per scoprire la prossima tappa torniamo all’incrocio con l’Avinguda Diagonal girando a sinistra dove al civico 442 incontriamo Casa Comalat.
È un edificio modernista con una facciata secondaria al numero 316 di Carrer de Còrsega.
Realizzata nel 1911 dall’architetto Salvador Valeri i Pupurull ci mostra una facciata in pietra con grande decorativismo.
Nella parte inferiore ai lati del portone sono presenti due grandi balconi di estrema originalità con curve che evocano elementi organici ed hanno una certa parvenza gaudiana con Casa Batlló.
Al primo piano gli appartamenti principali sono evidenziati dalla maestosa tribuna che termina con un pinnacolo.

La parte superiore della facciata prosegue con dodici balconi con basi decorative scolpite e ringhiere di ferro dalla grande curvatura.
Conclude una torre a forma di berretto d’arlecchino ricoperto di ceramica smaltata verde.

Non perdetevi l’entrata da Carrer de Còrsega: è sorprendente.
Basta fiancheggiare sulla destra l’isolato lungo Carrer de Pau Claris.
Tornate poi qui davanti per proseguire la Ruta.

Attraversata la strada, di fronte a noi al civico 373, avrete la splendida Casa Baró de Quadras (detta anche casa Asia).
Palazzo neogotico progettato con grande immaginazione e dalle eclettiche e raffinate decorazioni fu voluto nel 1900 dal Barón de Quadras che incaricò l’architetto Josep Puig i Cadafalch di ristrutturare lo stabile ottenendo un palazzo con doppia facciata.
Da Av. Diagonal pare un palazzo gotico del nord Europa mentre da Carrer del Rosselló conserva in tutto lo stile modernista catalano.

Da un lato personaggi medievali rinascimentali, con fiori e scudi araldici e dall’altro il tradizionale uso di ferro battuto e vetrate decorate.
All’interno del palazzo la protagonista è la decorazione più eclettica di sempre, dove gli stili si mescolano in piena armonia.
Una grande scalinata neogotica e grandi mosaici e graffiti in stile neo arabo.
Concedetevi la visita, ne vale veramente la pena.

Ora torniamo sul precedente lato e camminiamo per 300 mt. dove al civico 420 saremo davanti a Casa Terrades (meglio conosciuta come de les Punxes). [+ info]

Dei tanti monumenti che il modernismo catalano ci ha regalato questo è uno degli ultimi aperti al pubblico.
L’architetto Josep Puig i Cadafalch stravolge il Piano Cerdà [+ info] in pieno Eixample innalzando un castello.
Qui potrete vivere la leggenda di Sant Jordì, il patrono della Catalunya.

Inaspettato Eixample!

Ora un piccolo girotondo intorno ai prossimi isolati dell’Eixample!!!
Per seguirmi meglio vi ho preparato uno percorso utilizzabile da Google Maps. [+ apri Google Maps]

Attraversata l’Avinguda Diagonal proseguiamo su Carrer del Bruch fino a Carrer de Mallorca dove girando a sinistra incontriamo al civico 302 Casa Vallet i Xirò e tornando indietro al civico 293, Casa Thomas.

Il primo edificio edificato nell’anno 1912 ha una facciata simmetrica in una composizione di grande eleganza dove spiccano i due tribuni corrispondenti al piano principale con particolari balconi con la ringhiera in ferro battuto.
Il portone con vetrata ad “occhio di bue” e ferro battuto è sovrastato da un portale ampiamente decorato con fiori tipici dell’arte “decò” catalana.
Dello stesso architetto, Josep Maria Barenys i Gambús, abbiamo anche gli edifici sempre su questa via al civico 304 e 306.

Se avete la fortuna di trovare il portone d’ingresso aperto potrete ammirare la splendida hall che conduce all’ascensore rigorosamente in legno.

Il secondo edificio su incarico dell’industriale Josep Thomas fu progettato dall’architetto Lluís Domènech i Montaner nel 1895.

Si riconosce lo stile pienamente pluridecorativo, la facciata neogotica e l’uso di toni bluastri nelle decorazioni, marcatamente floreali.
Inizialmente al pianterreno avrebbe dovuto ospitare una litografia ed al primo piano l’abitazione del proprietario.
Nel 1912 il genero di Domènech i Montaner, Fracesc Guàrdia i Vial realizzò la riorganizzazione della facciata.
Aggiunse i tre piani superiori, alzò le torri laterali realizzando una sorta di tribuna al piano principale ma fu comunque una ristrutturazione in pieno rispetto del progetto originale.
Il vero gioiello ornamentale è nella hall dove, sempre con la fortuna del portone aperto, potremo ammirare il tema vegetativo con una spettacolare scala in ferro battuto.

Sempre su questa via al civico 278 ammireremo Palau Ramon Montaner.
Il tipografo ed editore Ramon Montaner commissionò questo edificio all’architetto Josep Domènech i Estapà che gli aveva già costruito alcuni anni prima il Palau Simon.
Il progetto del 1889, a causa di disaccordi con il proprietario, fu interrotto quando già erano stati completati i due piani.
Assunse la direzione dei lavori Lluís Domènech i Montaner, nipote del proprietario, che nel 1885 aveva già costruito l’attuale Fondazione Antoni Tapies.
Il terzo piano e la decorazione erano sotto la sua guida con l’aiuto del maestro architetto Antoni Maria Gallissà, che con lui aveva collaborato all’attuale Museo di Zoologia nel Parco de la Ciudadela.

L’intera parte superiore dell’edificio è decorata con grandi dipinti a mosaico vetrato che rappresentano l’invenzione della stampa.
Oggigiorno non è possibile accedervi per ammirare i superbi lavori di ebanisteria e le grandi vetrate liberty essendo utilizzato come sede della Delegazione governativa della Catalunya.
Infatti troverete l’edificio vigilato dai Mossos d’Esquadra (corpo di polizia regionale catalana): però se volete fare delle foto non preoccupatevi. Chiedete il permesso e scattate le vostre foto!

Un’altra magica esperienza che potrete vivere all’interno di un palazzo modernista barcellonese sarà il Palauet Casades.
Costruito in stile classico all’angolo tra Carrer de Mallorca con Carrer Roger de Llúria fu la residenza della famiglia Casades ed oggi sede dell’Illustre Colegio de Abogados de Barcelona.

Pablo Casades, giovane imprenditore nel settore dei tessuti stampati nel 1882 commissionò al campomastro Antoni Serra Pujals questo palazzo che oggiogiorno conserva al suo interno la meravigliosa biblioteca del Colegio de Abogados, specializzata in Diritto e Scienze Sociali, che custodisce più di trecentomila volumi ed è considerata la biblioteca giuridica privata più importante d’Europa.

Torniamo indietro e giriamo a destra su Carrer Roger de Llúria.
Alla fine dell’isolato giriamo a sinistra su Carrer de València. [+ seguimi su Google Maps]

Al civico 312 ci sarà ad aspettarci Casa Josefa Villanueva e più avanti al 293 Casa Santurce.

Il primo edificio, classificato come bene culturale di interesse regionale, su progetto dell’architetto Fossas i Martínez del 1904, occupa l’intero angolo dell’isolato.
Sono due case semi-indipendenti unite in modo singolare da una parte centrale con imponenti terrazze che per tutti i cinque piani presentano una “corsa” personalizzata.

Ai lati spiccano due colonne di terrazze interamente in ferro battuto e vetrate.
Tutta questa meraviglia è incoronata da una spettacolare cupola a bulbo quadrilatera che termina con una vistosa punta.
Indubbiamente una delle facciate più scenografiche di tutto l’Eixample che porta come elemento d’unione la ringhiera a “merletto” in tutta la sua sommità.

Il secondo palazzo (sempre su Carrer de Valencia, 293) è Casa Santurce, conosciuta come Palau Pablo Ubarri, è un edificio del 1902 progettato da Miquel Madorell i Rius.
Anche questo palazzo è stato catalogato come bene culturale di interesse regionale.

Prende nome dal proprietario, Pablo Ubarri, conte di San José de Santurce, una importante industria ferroviaria che trovò fortuna nelle Americhe.
Fu anche residenza della qui famosa scrittrice catalana Anna Maria de Saavedra e Macià e dei suoi discendenti fino al 2013.

Si tratta dunque di un edificio plurifamiliare di cinque piani con facciata simmetrica dal grande equilibrio architettonico.
Sopra all’ingresso si trova lo scudo araldico, rappresentante il titolo della contea del proprietario.
Molto belle le decorazioni sotto alle terrazze del primo piano ritraenti coppie di volti femminili e figure di bambini, così come le foglie d’acanto e fiori sugli architravi.

Le due estremità del palazzo sono costituite da due “torri” verticali che contengono ad ogni piano un “palco” semi-ottagonale con importanti vetrate dai motivi floreali realizzate con la tecnica a stampa.
In cima spiccano le bellissime torrette a forma di corona ricoperte da scaglie di ceramica nera e sostenute da elementi metallici con eleganti motivi vegetali e floreali.

Seguendo il senso di marcia di questa strada sul lato opposto del prossimo crocevia saremo dinanzi al Conservatorio della Mùsica.

L’edificio che in Carrer del Bruch 110 prende tutto l’angolo dell’isolato è stato costruito nel 1916 ma inaugurato solo 12 anni dopo.
È un castello medievale e conserva al suo interno la missione di facilitare la relazione tra musica e cittadino attraverso un’offerta educativa, culturale e di servizi sia amatoriale che professionale.

La Scuola Municipale di Musica di Barcellona è stata creata nel 1886 dal Comune di Barcellona per soddisfare la tendenza evolutiva musicale che stava maturando in diverse città europee.
Inizialmente la scuola si trovava in Carrer Lledó, proprio in pieno Barrio Gotico, e 10 anni dopo fu trasferito nel Castillo de los tres dragones, dell’architetto Lluís Domènech i Montaner nel Parc de la Ciudadella.

Nel 1928 la scuola fu definitivamente stabilita nell’attuale sede.
Fino all’anno scolastico 2000-01, questo era l’unico centro pubblico della Catalogna ad insegnare educazione musicale di livello superiore.
Da quel corso, il Conservatorio ha cessato di insegnare l’istruzione superiore, per offrire corsi solo a livello professionale.
Se vi interessa partecipare ad un concerto, potendo ammirare i fantastici interni del palazzo vi suggerisco il sito del Conservatorio. [+ clicca qui]

Siamo alla fine della nostra Ruta Modernista mattutina.
Guardando l’ingresso del Conservatorio, la strada che lo affianca sulla destra è Carrer del Bruch.
Percorriamola ed alla fine dell’isolato giriamo a sinistra. [+ segui su Google Maps]
Ancora un isolato e voltiamo a destra in Carrer de Girona dove al civico 86 incontreremo Casa Pomar.

L’architetto Joan Rubió i Bellver fu il direttore del progetto nel 1904 e nonostante la ristrettezza dello spazio per la facciata, è riuscito a metterlo in risalto magnificamente con la collocazione di una balconata sfalsata al primo piano molto originale con base di ceramica verde e ferro battuto.

Riprendiamo il cammino su questa via seguendo il senso di marcia verso il civico 113.
Ed eccoci davanti a Casa Lamadrid, un altro splendore progettato da Lluís Domènech i Montaner nel 1902.
Incluso nell’elenco dei palazzi storici della città fu uno dei pochi lavori dove l’architetto ha dovuto adattarsi allo spazio ristretto e con poche possibilità per rendere luminoso l’interno.

Una corona abbondantemente ornata chiude il quinto piano di questo stretto palazzo a tre assi verticali.
Il portone d’ingresso è sovrastato da tre balconi molto teatrali decorati con fogliame e fiori.
Molto bella la collocazione di due esili colonne per ogni balconata come pure la struttura delle porte-finestre con pietra di Montjüic a forma di parantesi graffa.

Andiamo incontro all’ultima nostra casa modernista della mattinata.
Torniamo indietro lungo questa strada fino al primo incrocio (Carrer de València) girando a sinistra.
Alla fine di questo isolato, sull’angolo di sinistra, avremo dinanzi a noi  Casa Manuel Llopis Bofill.

Opera dell’architetto Antoni M. Gallissà, anno 1902, è un edificio modernista con influenze architettoniche islamiche.
Con questo palazzo si è voluto dimostrare come il modernismo sia permeabile alle correnti estetiche di altre epoche ed in questo caso discostandosi dalla tendenza gotica che prevale nella maggior parte degli architetti modernisti.

Nel tentativo di riaffermare lo spirito nazionale della Catalunya, in linea con gli insegnamenti del suo maestro Lluís Domènech i Montaner, ha voluto utilizzare il mattone rosso alla base del palazzo seguendo le tendenze che a quei tempi erano in voga a Barcellona ovvero la combinazione cromatica prodotta da mattone rosso e stucco con graffiti.

Nonostante i lavori di ricostruzione in seguito ai danni subiti durante la Guerra Civile, l’edificio conserva l’aspetto originale del progetto.
Solo nella parte centrale dell’ultimo piano sono andate perdute le decorazioni che rivestivano questa porzione.
Tuttavia l’edificio conserva ancora la maggior parte di vetrate policrome originali e dettagli decorativi di interesse storico.
Il posizionamento delle due “colonne” a vetrata ai lati dell’edificio ne delinea la struttura che evidenzia nella parte finale la ripresa del tipico mattone rosso.

Più o meno dovrebbe essere già ora di pranzo… non avete fame?
Andate sul link de UN PRANZO MODERNISTA! per scoprire le mie tre proposte in questa zona.

Il percorso prosegue nel post MODERNISTA POR LA TARDE!

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