2 giorni di grandi passioni, PRIMO GIORNO

Per conoscere il meglio di Barcellona ho preparato questo programma, uno dei piani più sperimentati e graditi che vi permetterà di vedere e visitare i luoghi più famosi ed importanti di Barcellona con  qualche preziosa “uscita di strada” dai tour tradizionali e turistici… scoprendo particolarità nascoste.
Ovviamente la vostra voglia di camminare deve essere ben predisposta: in caso contrario potrete “accorciare” il tour quando preferite virando su differenti consigli.

 

Primo giorno, si parte!

Anche se vi state considerando in vacanza la più cosa bella da fare a Barcellona è svegliarsi non troppo tardi e farsi una bella e lunga passeggiata fiancheggiando il mare.
Se sarete qui verso le 9.30 – 10 del mattino il bellissimo litoraneo che si affaccia a est vi regalerà in ogni stagione un energetico “saluto”!

Tenendo in considerazione sempre Plaça Catalunya come punto di partenza prendiamo la Metro L1(rossa) con direzione Fondo e con fermata URQUINAONA.
Cambiamo con la Metro L4 (gialla) direzione La Pau e scendiamo alla fermata BARCELONETA.

Se siete in voglia di una passeggiata marittima di circa 30″ allora la vostra fermata della Metro dovrà essere CIUTADELLA/VILA OLIMPICA.
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Da qui raggiungerete i due grattacieli MAPFRA ed arrivati sul lungomare virate a destra.
Alle vostre spalle ci sarà il Peix d’Or, una installazione in onore dei Giochi Olimpici del 1992.

La camminata che inizia alla vostra destra lungo il Passeig Maritim Barceloneta fino a Placa del Mar sarà bellissima.
Proseguite poi in Passeig Joan de Borbó e quindi raggiungete la Metro con fermata BARCELONETA.

E quella buffa scultura che campeggia di fronte a noi?
È “El Cap de Barcelona“, meglio conosciuta come “La Cara de Barcelona“, opera di Roy Lichtestein, che con i suoi 15 metri di altezza è un’altra delle rappresentative opere installate in onore dei Giochi Olimpici del 1992 che hanno trasformato la città.

Lo stile Pop-Art ci riconduce senza fatica a Joan Miró, così pure all’architetto Antoni Gaudí omaggiato con l’utilizzo del mosaico con la tecnica del trencadis tipico del modernismo catalano del primo Novecento.

Non tanto lontano, percorrendo la passeggiata che fiancheggia il Port Vell e la Marina del Moll d’Espanya incontrerete il “Gambrinus” un gambero gigante conosciuto come “La Gamba de Mariscal” che era il simbolo dell’omonimo ristorante sul finire degli anni ’80.
Ora esiste solo la bellissima passeggiata ma questa “insegna” ci è rimasta come testimonianza della stravaganza dei catalani.

 

La città dall’alto

Il nostro punto di riferimento è comunque la colonna di Cristoforo Colombo.
L’esperienza di poter vedere Barcellona dall’alto ci è permessa grazie al comodo ascensore all’interno della stessa che si trova al centro di una trafficata rotatoria.

Facendo un giro intorno alla sua base potremo leggere nelle raffigurazioni in bronzo la storia della presentazione da parte di Colombo ai reali spagnoli del suo progetto verso le Indie e pure il ritorno con i primi indigeni sud americani.

Grazie a questo mio consiglio avrete emozionante vista sulla città di Barcellona: sicuramente un bel premio per questa esperienza molto, ma molto turistica.
Prenotando con il link avrete uno speciale sconto del 30%.

 

Vamos de Rambla!

Il viale alberato che si addentra verso la città è La Rambla… fra poco ci arriveremo!
Ora scendiamo, e superata la rotatoria, eccoci in Plaça del Portal de la Pau, l’inizio de La Rambla: uno splendido percorso pedonale che ci permette di incontrare artisti di stradapittoricaricaturisti e le famose “statue”: offritegli un euro e fatevi salutare da questi artisti che in molti casi vivono proprio di questo!

Il percorso che vi suggerisco per una “due giorni” si discosta da quello “1 solo giorno”.
Il Barrio Gotico ha posti magici che vanno assolutamente visitati: seguitemi!

Avete già voglia di una pausa in un bar meravigliosamente sorprendente?
Poco dopo aver messo piede sulla Rambla alla vostra destra noterete l’insegna del Museu de Cera… no tranquilli, non sono andato a vedere quello di Madame Tussauds a Londra figuratevi se vi faccio perdere tempo qui.
In realtà questo è anche l’ingresso de El bosc de les fades (Il bosco delle fate) un particolare locale dove potrete bere una bibita o se siete già in vena anche di un coctail, totalmente immersi in un bosco con ambientazioni da fiaba…
Apre alle 10.


Ora dirigiamoci lungo La Rambla: dopo gli artisti di strada inizieremo a incontrare i chioschi di volatili in gabbietta e poi i fiorai ed infine le edicole con souvenir di ogni fattura.
Sulla sinistra dovrete cercare Carrer Nou de la Rambla e dopo pochi passi avrete l’onore di ammirare uno degli edifici più famosi dell’architetto Antoni Gaudí: il Palau Güell.

Ferro battuto e legno, marmi e vetrate saranno i protagonisti di un palazzo che vi lascerà a bocca aperta: ancor di più lo sarà la terrazza dove inizierete a confermarmi quanto è folle Barcellona!

Torniamo su La Rambla e proprio sul lato opposto entriamo in Carrer de Colom verso la bellissima Plaça Reial.

Se non avete fatto la pausa al El bosc de les fades e volete una pausa caffé vi consiglio il mio posto preferito: OCANA, un bar dove l’arredamento stravagante è pura pazzia!
E la qualità del servizio e del menù? Speciale!

In piazza oltre alla monumentale fontana potrete ammirare una delle prime opere di Gaudí ovvero i suoi lampioni.

Immergiamoci nuovamente nel fiume alberato: fra poco “calpesteremo” una opera d’arte dedicata ad uno degli artisti chiave di Barcellona. Joan Miró.
Alla nostra sinistra l’elegante palazzo del Gran Teatre de Liceu, semplicemente conosciuto come El Liceu.

È il teatro più antico e prestigioso di Barcellona, nonché uno dei teatri d’opera più importanti al mondo.
Nei pressi della sua biglietteria se siete fortunati sentirete le arie più conosciute e magari riconoscerete le voci degli artisti che si sono esibiti in questi 150 anni di storia.
Nel video che segue vi ho trovato una bellissima presentazione di questo monumento.

Sul lato opposto del teatro invece c’è uno stravagante palazzo con ombrelli, ventagli e dragoni!

Progettato dall’architetto Josep Vilaseca i Casanova è la Casa Bruno Cuadros, al numero 82 de La Rambla.
Xilografie giapponesi, un dragone cinese in ferro battuto che regge una lampada: ci vuole veramente un selfie!

Riprendiamo la marcia su La Rambla: ora vi chiedo di fare molta attenzione alla vostra sinistra.
Al civico 91 vi troverete di fronte a oltre 170 anni di storia: è il Mercato de la Boqueria.
Nato agli inizi del XVII secolo è uno fra i mercati più antichi di Spagna.
Il bellissimo colonnato del mercato all’aperto che nel 1914 ha ricevuto l’attuale copertura metallica, racchiude oltre 300 banchi di frutta, verdura, dolci, carni e pesce.

Vi avevo già detto che a Barcellona si mangia spesso???
Ah no? Beh capirete da soli che con uno simile spettacolo sarebbe un peccato non fermarsi a pranzo per degustare Tapas e bere Cava (come il nostro spumante)!
Bar PinoxtoQuim de la Boqueria e Kiosko Univeral sono caratteristici per il servizio alla “barra”.
Se proprio volete fermarvi al tavolo (sempre se riuscirete a trovarne uno libero) allora cercate Casa Guinart.

In realtà per la pausa pranzo l’ideale sarebbe fermarsi tra circa un’oretta buona… magari in un altro mercato o in una piazza caratteristica che ho in programma di farvi vedere…
Se non siete dunque in necessità di rifocillarvi comunque un giro tra i banchi lo dovete fare.

 

Una dolce storia

Torniamo su La Rambla e voltiamo a sinistra, proseguendo la nostra passeggiata.
Fra poco entreremo nel tempio della pasticceria.

Giunti al civico 83 c’è la storia (dolce) di Barcellona: la Pasticceria Escribà che dal 1906 delizia i palati con creazioni tradizionali, rivisitate e fantastiche.
Il caffé espresso non è male… ma noi siamo italiani: non ci andrà mai bene!
Io sono goloso quindi mi fermo ogni volta per assaggiare una cosa sempre diversa: un macarons, un labios de fresa, una monas…

La Rambla ci aspetta nuovamente e sul lato destro a circa 200 m entriamo in Carrer de Santa Anna percorrendola tutta.
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Superato quel viale pedonale largo che è Portal de l’Angel proseguiuamo in Carrer Comtal.
Ora siamo su Via Laietana: una piccola virata a sinistra e subito a destra avremo di fronte a noi la torre in mattoni che ci annuncia uno spettacolo architettonico fenomenale.
Siamo di fronte al Palau de la Musica Catalana.

Costeggiando l’edificio inizierete a “giustificare” questa lunga camminata per raggiungerlo.

Progettato all’inizio del 1900 da Lluís Domènech i Montaner è il simbolo della nuova architettura modernista catalana voluto da Orfeó Català per essere il “giardino della musica”.
Se c’è una cosa che posso suggerirvi ad occhi chiusi è proprio questa visita.
L’ingresso è consentito solo in modalità di visita guidata: quella in italiano è sempre alle ore 14.00 però con la mia guida sotto mano non avrete problemi…

Uscendo sulla destra, in Sant Pere Més Alt avremo il piacere di fiancheggiare Casa de la Seda.

In epoca medievale le diverse professioni di Barcellona si dividevano in corporazioni.
Nel caso della lavorazione della seta questo avvenne nel 18mo secolo.
La sua bellezza architettonica fu da subito motivo d’invidia nella società.

Oggigiorno è bene culturale d’interesse nazionale e conserva sulla sua facciata graffiti barocchi originali dell’epoca della sua costruzione.

È una gran fortuna potersi trovare in questo momento a Barcellona perché solo recentemente questo palazzo è stato aperto al pubblico.
Siete curiosi di scoprire le bellezze architettoniche ed artistiche di Casa della Seta?

Proseguiamo lungo Via Laietana (seguendo il senso di marcia) e poco dopo imbocchiamo Carrer del Dr Joaquim Pau e poi subito a destra Carrer del Sagristans.
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Poco dopo vi troverete sulla destra in una “anonima” piazzetta: siete in Placa d’Isidre Nonell e sulla parete in fondo scorgerete una bellissima installazione dell’artista Joan Fontcuberta: “El mundo nace en cada beso”, con 4.000 piastrelle che formano un bacio.

Avvicinatevi sempre più e metterete a fuoco le immagini ritraenti i lettori del quotidiano El Periodico.
Questa opera del 2014 è uno degli atti di commemorazione del Tricentenario del 1714: è la metafora perfetta della Catalunya che ricorda i fatti della caduta della città ed incoraggia ad affrontare il futuro.
Dice l’artista:

“Invece di un muro del pianto, un muro di allegria, una proposta ottimista per il futuro”

 

Verso il cuore della città

Riprendiamo a camminare lungo Carrer dels capellans e ci troveremo dritti dritti in Plaça de la Catedral.
Entriamo e scopriamo la bellezza gotica di questo monumento del XIIImo secolo.

La Cattedrale è dedicata alla Santa Creu (la Santa Croce) e a Santa Eulalia, la patrona di Barcellona che si festeggia il 12 febbraio.
Quella che ammiriamo oggi fu costruita in stile gotico sui resti delle precedenti chiese risalenti al V° secolo.
Davanti a noi la facciata, fiancheggiata da due torri con alti pinnacoli, è ornata con una gran profusione di immagini di angeli e santi.

Per poter ammirare la Cattedrale gratuitamente vi rimando alla pagina dedicata: cliccate sul bottone verde qui a lato.
Se capiterete in orario a pagamento sappiate che il piccolo “obolo” che versate all’ingresso serve soprattutto per i continui restauri che vengono operati.
All’interno proseguirete la vostra visita verso il chiostro per un fantastico momento di meditazione.

Quando uscirete dal chiostro sarete direttamente in Plaça de Garriga i Bachs con il monumento in bronzo “dei cinque martiri”.

Commemora i giustiziati in seguito ad un tentativo di rivolta contro le truppe francesi durante l’occupazione della città nel 1808.

Se sarete fortunati l’ascolto dei musicisti di strada farà di questo momento un frangente molto suggestivo.

La strada a destra della piazzetta, Carrer de Montjüic del Bisbe, ci conduce in Plaça Sant Felip Neri.

La piazza è stata ricostruita dopo l’esplosione della bomba sganciata dall’aviazione franchista durante la guerra civile: i muri circostanti riportano ancora la testimonianza di questo tragico evento del 30 gennaio 1938 che causò la morte di quarantadue persone, la maggior parte bambini rifugiatisi nei sotterranei della chiesa.
Se avrete voglia, la vera magia di questa piazza si vive di sera, alla luce dei lampioni, magari con la fortuna di ascoltare un chitarrista in un angolo della piazzetta.

Tornati su Carrer del Bisbe alla vostra destra incontreremo il Pont del Bisbe che sembra quasi di essere a Venezia!
Questo passaggio privato collega Casa dels Canonges (Casa dei canonici) al Palau de la Generalitat.

Siamo camminando dentro al Barrio Gotico, la vera anima di Barcellona e “sfoceremo” in Plaça Sant Jaume dove due palazzi uno di fronte all’altro stanno raccontando la storia moderna della Catalunya: alla nostra destra il Palau de la Generalitat de Catalunya e di fronte a noi l’Ajuntament (il municipio).

Giriamo a sinistra lungo Carrer de Jaume I  e arrivati in Plaça de l’Angel, dopo aver attraversato Via Laietana prendiamo la stradina sulla destra: Carrer de l’Argenteria.
Driddi dritti saremo di fronte alla chiesa gotica di Barcellona per eccellenza: Santa Maria del Mar.

Avete notato che tutte le piazzette della città sono sempre un ottimo pretesto per una pausa in una “terrazza” (dehor) di un bar?
Inutile suggerirvi che se volete descansar (riposare) basta accomodarsi e ordinare qualcosa al camarero!

Se avete voglia di vedere Barcellona dall’alto delle terrazze dei tetti della basilica questo è il momento giusto: però programmate bene il vostro tempo perché gli orari di ingresso non sono sempre disponibili…

Percorrerete le viscere di Santa Maria, toccando i suoi pilastri decantati nell’opera letteraria di Ildefonso Falcones “La cattedrale del Mare”, e calpesterete le sue tegole con una vista della città proprio dal suo cuore gotico!

Sul lato destro della chiesa c’è una piazza delimitata da un muretto basso e con una installazione al quanto strana: è il Fossar de les Moreres.
La monumentale fiaccola in metallo rosso dalla perenne fiamma è il cimitero dei Gelsi uno dei luoghi più emblematici e amati dagli abitanti della città e di tutta la Catalunya.
Creato nel XII secolo è stato il camposanto minore della Basilica e fu utilizzato per sotterrare i caduti durante l’assedio borbonico del 1714.
Al tempo il perimetro del camposanto era circondato da alberi di gelso (moreres).

Al fossasr de les moreres
no s’hi enterra cap traïdor;
fins perdent nostres banderes
serà l’urna de l’honor

Questa è l’iscrizione su uno dei palazzi della piazza ma la troviamo pure lungo il muretto che delimita il passaggio con il lato della basilica.
se volete leggere la traduzione di questo brano…

 

Continuiamo il giro?

Proseguendo la vostra camminata da qui arriverete prima in Passeig del Born e di fronte a voi avrete il magnifico Mercat del Born.
Ma fate attenzione: non ci sarà alcun banco di frutta e verdura o di carni e pesce…

Inaugurato nel 1876 non è riuscito ad essere competitivo rispetto ai già noti Boqueria e Sant’Antoni.
Per questo motivo sul finire degli anni ’20 l’amministrazione comunale convertì questo spazio all’ingrosso di frutta e verdura anche per la sua prossimità alla stazione del Nord.

L’operatività cessò nel 1971 prevedendo un restauro globale che però fece riaffiorare reperti archeologici settecenteschi correlati all’assedio della città di Barcellona del 1714.

L’11 settembre 2013 l’ex mercato riprende vita come El Born Centre Cultural, un centro espositivo ad ingresso libero per visitare il giacimento emerso e dove alberga l’esposizione permanente “Barcelona 1700. De les pedres a les persones” (…dalle rocce alle persone) più un bar ed un bookshop.

Per completare la giornata credo che un bel parco sia un premio meritato: il Parc de la Ciutadella è proprio dietro al Mercat del Born.
Per molti anni è stato l’unico parco della città: il suo nome deriva dal fatto che fu costruito sugli antichi terreni della fortezza cittadina (La Ciutadella), ad immagine e somiglianza dei Jardin du Luxembourg di Parigi.

All’interno del parco sono presenti lo Zoo di Barcellona e l’Arsenale della Cittadella, attuale sede del Parlamento della Catalunya.

Era il 1888 quando il sindaco Francesc Rius i Taulet colse l’occasione dell’Esposizione Universale per costruire un parco nei terreni disabitati della cittadella demolita.
Antoni Gaudí aiutò l’urbanista Fontserè nella costruzione della fontana con la cascata che ora culmina con un gruppo scultoreo La quadriga de l’Aurora in ferro battuto (verniciato in oro).

Lluís Domènech i Montaner (l’architetto del Palau de la Musica Catalana) fu incaricato di progettare il Castell dels Tres Dragons, inaugurato per l’esposizione come ristorante e divenuto successivamente sede del Museo di zoologia fino al 2011 ed ora sede dei Laboratori Natura, dipartimento del Museo di scienze naturali di Barcellona.

È ora di tornare in albergo: uscendo dal parco ci dirigiamo verso l’Arc de Triomf, anche questo costruito in occasione dell’Esposizione Universale del 1888, in stile mudejar (termine spagnolo derivato dalla parola araba mudajjan che in parole povere significa “adattato all’arte islamica”).

A differenza di altri archi di trionfo che celebrano le vittorie militari questo ha un carattere più civile in quanto celebra il progresso artistico, scientifico ed economico.
Se ci passate vicino vedrete gli scudi delle 49 province spagnole.

A due passi troviamo la Metro L1 (rossa) che prenderemo con direzione Hospital de Bellvitge per scendere alla fermata PLAÇA CATALUNYA (centro della città).

 

Ancora due passi?

Se avete ancora voglia di vivere la città dedichiamoci allo shopping perché di domenica i negozi a Barcellona sono chiusi!
Se vi dirigete verso Passeig de Gràcia avrete anche modo di avere una anteprima di quello spettacolo dei palazzi modernisti della Manzana de la discordia tra i quali Casa BatllóCasa Amattler

Per la serata, sempre se non volete fare un salto nuovamente nel Barrio Gotico, vi suggerisco una cena per tutti i gusti.

 

Una cena da toreri!

Salendo sulla terrazza del Centro Arenas, anche con l’ausilio dell’ascensore esterno, in Plaça d’Espanya (da Plaça Catalunya Metro L1 direzione Hospital de Bellvitge, fermata ESPANYA) oltre a godere di una fantastica vista a 360° sulla città potrete scegliere il ristorante per i vostri gusti.

Tradizionale catalano, italiano, giapponese, più o meno turistico,… a voi la scelta!
Io mi fermo volentieri al Quinto Quinta: la paella è molto buona, il servizio cordialissimo ed il conto non troppo esagerato!

Una volta cenato, e fatto mille foto dalla terrazza, scendete e superate la piazza dirigendovi verso quelle due torri (che sembrano rubate da Piazza San Marco a Venezia!).
Quando raggiungerete la fontana ellittica ai piedi del Palau Nacional sede del Museu Nacional d’Art de Catalunya assisterete ai giochi d’acqua e musica.
È la Font màgica de Montjüic, costruita in occasione dell’Esposizione Universale del 1929.

Gli orari degli spettacoli variano di stagione in stagione: consultate la pagina dedicata per non perderveli.
Sullo sfondo le Quattro Colonne di Joseph Puig i Cadafalch, demolite in epoca franchista e ricollocate circa dieci anni fa.

È stata una giornata intensa… i piedi bollono sicuramente.
Se avete voglia di un cocktail prima di tornare in hotel tornate in Plaça Reial da OCANA.
Oltre ad essere un bellissimo locale i drink sono fa-vo-lo-si!

A domani!

due giorni di grandi passioni, SECONDO GIORNO