La rinascita culturale

Uno dei tour più impegnativi da redigere e, ovviamente, da seguire, è sicuramente quello della Ruta Gotica.
Il Barrio Gotico è il nucleo più antico della città che con la demolizione delle mura medievali ha potuto trasformare le piazze pubbliche portando alla costruzione di chiese e palazzi ed alla progressiva scomparsa dei resti romanici.

Queste strade sono la vera anima della città catalana che tanto emoziona.
Passo dopo passo, come per la Ruta Medievale, scoprirete quanta storia si cela in questo quartiere: il mio consiglio è di godersi la passeggiata con molta tranquillità.

Inizia la storia, arrivano le leggende

Seppur il punto ideale da dove partire sia la piazza antistante la cattedrale c’è una basilica minore che, un poco distaccata dal tour che vi farò seguire, merita di essere visitata.
Si tratta della chiesa gotica Santa Maria del Pi.
Dunque partiamo dalla Rambla esattamente in quel punto dove per terra “calpesterete” l’opera in onore di Joan Miró.
Alla vostra sinistra il Gran Teatro de Liceu e fronte a voi la casa detta “degli ombrelli”.
Imboccate Pla de la Boqueria, una stradina stretta che vi condurrà in pochi passi proprio in Plaça del Pi.

La chiesa si trova “fuori le mura”: per questo motivo vi ho suggerito di iniziare da questo punto poiché nella nostra Ruta avremmo fatto fatica a ritornarci.

L’appellativo del Pi, che in catalano significa “del pino”, deriva dal fatto che nella piazza antistante vi è un esemplare di questa pianta.

Ora dirigiamoci verso il “vero” punto ideale da dove partire per la conoscenza di questa città ovvero Plaça Nova.
Dalla piazzetta seguiamo Carrer del Pi ed arrivati su Carrer de la Portaferrissa giriamo a destra e poi dritto lungo Carrer dels Boters.
Non siamo proprio di fronte alla Cattedrale: davanti a noi c’è la stretta stradina, leggermente in salita, che si addentra nel quartiere ed alla nostra sinistra una installazione in bronzo riproducente le sette lettere di “Barcino”, l’antico nome dato dai romani all’insediamento in questo luogo.

Prima di proseguire con la scoperta della Catedral de la Santa Creu i Santa Eulàlia (dedicata alla Santa Croce e Santa Eulalia, patrona di Barcellona) il mio consiglio è di raggiungere il chiostro, la parte più antica della basilica per poter avere successivamente una consequenzialità cronologica dell’edificio.

La Santa Eulalia subì il martirio in epoca romana: la leggenda dice che fu esposta nuda fino a quando, a metà primavera, cadde la neve per coprirne il corpo.

La Seu, il nome comunemente utilizato e che si riferisce allo stato della chiesa come sede della diocesi, ha una storia antichissima.
Già nel 343 d.C. venne costruita una basilica in questo sito sulle rovine di un tempio romano.
Distrutta dai Mori nel 985 e successivamente riedificata a partire dal primo secolo dell’anno mille ha visto il completamento dei lavori solo nel 1460, a causa delle ripetute guerre civili e numerose epidemie di peste, mentre la facciata gotica risale alla fine del 1800.
Per poter ammirare la guglia centrale i barcellonesi dovettero aspettare il 1913.

La storia più antica in nostro possesso è dunque la Capella de Santa Llucia (1257) successivamente incorporata nel chiostro della cattedrale.
Questa è l’unica parte conservata di  quella che era la basilica romanica della Cattedrale di Barcellona, nella parte più antica del quartiere.
Oggigiorno l’ingresso al chiostro è attraverso la porta romanica in marmo bianco italiano e con archivolti decorati con sculture dell’Antico e del Nuovo Testamento.
Al suo interno vi stupirete di una insolita presenza:

Le 13 oche che nuotano nel piccolo laghetto.
Sapete perché sono 13? Rappresentano i 13 anni di Santa Eulalia morta martire proprio a quell’età.
Le oche sono lì a guardia della sua tomba nella versione starnazzante di un cane da guardia!

Ora addentriamoci nella basilica che può essere effettuata tutti i giorni dell’anno ma in alcuni orari è prevista una donazione d’ingresso.
Salvo eccezioni dovute alle festività, lo schema degli orari è il seguente:

dalle 8.00 alle 12.45, entrata gratuita
dalle 13 alle 17, entrata con donazione
dalle 17.15 alle 20, entrata gratuita
mentre la Capella de Santa Llucía è aperta tutti i giorni per il culto religioso dalle 12.45 alle 17.45.

Sulla facciata de La Casa de l’Ardiaca (la casa dell’arcidiacono) c’è un particolare molto curioso:

Una cassetta della posta con raffigurate una tartaruga, significante la lentezza della giustizia, le foglie d’edera, volendo indicare le difficoltà incontrate dalla giustizia lungo il suo percorso e 5 rondini atte a simboleggiare il senso del giusto.

Usciti dalla Cattedrale andiamo verso Carrer del Bisbe. Ci sorprenderà la visione di un “ponte” tra due palazzi… tra poco vi parlerò di questo gioiello che sembra ricondurci a Venezia.

Giriamo alla prima strada a destra in Carrer del Montjüic del Bisbe: superando un’arcata ci troveremo in una piazza molto suggestiva.
Siamo in Plaça de Sant Felip Neri, tristemente famosa per l’esplosione di una bomba durante la Guerra Civile per mano degli aerei fascisti di Franco e che distrusse la piazza ed i rifugi sottostanti uccidendo 42 persone, molti dei quali bambini.
I segni della deflagrazione sono ancora testimoniati sui muri dei palazzi.

La piazza è molto emozionante soprattutto la sera avendo la fortuna di incontrare musicisti di chitarra che arpeggiano donano al luogo una atmosfera veramente unica.

Dirigiamoci verso la seconda uscita presente nella piazza ed eccoci nuovamente su Carrer del Bisbe.
Alla nostra sinistra troviamo l’opera d’arte chiamata “dei cinque martiri”: siete in Plaça de Garriga i Bachs dove vengono commemorati i giustiziati in seguito ad un tentativo di rivolta contro le truppe francesi durante l’occupazione della città nel 1808.

Ed ecco di nuovo il Pont del Bisbe. Questo passaggio privato (tra i più fotografati del Barrio Gotico!) collega Casa del Canonges al Palau de la Generalitat.
In realtà è un arco neo-gotico, risalente al 1928.

Ora soffermatevi sui gargoyle più avanti alla vostra destra. Sul frontone della porta d’ingresso originale del XV secolo troverete descritta un’altra leggenda barcellonese.

La leggenda di Sant Jordi

La tradizione popolare vuole che l’esistenza di un drago stesse causando terribili disgrazie alla popolazione.
Per calmare la sua ira si era deciso di sacrificare periodicamente una persona sorteggiata tra i cittadini: un giorno capitò che fu “estratta” la figlia del re: mentre la principessa si accingeva all’atto sacrificale comparve il cavaliere chiamato Sant Jordi, su di un cavallo bianco con una brillante armatura.
Con la sua spada trafisse il drago, liberando la principessa e finalmente i cittadini terrorizzati.

La tradizione volle aggiungere che dal sangue della bestia nacque un roseto dal colore più rosso che si fosse mai visto.
Il cavaliere colse una rosa e la offrì alla principessa.

Dicevamo del frontone di questo antico ingresso del Palau de la Generalitat: sulla parte sovrastante appunto noterete il cavaliere armato di spada e sotto di lui il dragone sconfitto!

Siamo arrivati in Plaça Sant Jaume sede delle due istituzioni più importanti della città e della Catalunya: di fronte a noi l’Ajuntament, il comune di Barcellona, ed alle nostre spalle il Palau de la Generalitat de Catalunya.

Alla sinistra del comune prendiamo Calle de la Ciutat dove poco dopo incontreremo l’ingresso per la Sala Ciutat che oggi è un bookshop specializzato in pubblicazioni su Barcellona con un ampio spazio dedicato al settore dell’illustrazione.

Poco prima di arrivare alla Sala Ciutat riprendiamo Carrer dell’Hèrcules in fondo alla quale troviamo la Basílica dels Sants Màrtirs Just i Pastor una splendida chiesa con resti archeologici risalenti al I – II secolo d.C. e nella piazza potremo ammirare la fonte più antica della città.
L’attuale facciata della basilica, con il maestoso portale e le finestre neogotiche, ha elementi ancora originali.

Ora andremo nella chiesa che da sempre mi riempie di emozioni: Santa Maria del Mar.
All’interno della cattedrale vi voglio portare davanti ad un particolare che sicuramente farà pensare ad un fanatismo religioso fin troppo profano.

In una vetrata a sinistra, verso l’altare, troverete lo scudo del Futbol Club Barcelona.
Non vi è nessuna leggenda dietro a questo simbolo: semplicemente alla fine degli anni ’60, la ristrutturazione sovvenzionata dalla società calcistica riparò la vetrata danneggiata dalla Guerra Civile a seguito di un incendio che durò vari giorni.

Tornando in Carrer Sant Jaume I, ci dirigiamo verso destra in direzione di Plaça de l’Àngel.
Qui attraversando la Via Laietana imboccherelo la strada che fa angolo sulla destra, Carrer de l’Argenteria.
Poco dopo saremo arrivati nella splendida piazza antistante questa grande chiesa risalente al 1329, sicuramente uno degli esempi più emblematici e puri del gotico catalano.
Il suo nome risale alla tradizione di considerarla la chiesa dei marinai per la sua vicinanza alla zona mercantile e portuale della città.
L’imponente spettacolo acustico che si può vivere durante uno dei concerti qui organizzati è unico!
È pure una delle tappe per i seguaci di Ildefonso Falcones che con il suo romanzo “La cattedrale del Mare” ci ha riportato negli anni bui di una Barcellona piena di misteri.

Volendo ammirare alcuni dei palazzi gotici barcellonesi di maggior risalto dobbiamo percorrere il fianco della basilica e subito a sinistra in Carrer de Montcada: al civico 20 troviamo Casa Montcada, dove vengono anche eseguiti spettacoli di flamenco.
Al civico 15 incontrerete un bel po’ di gente in fila: siete davanti al magistrale Museu Picasso ricavato da 5 palazzi storici.
Più avanti al civico 12 invece avremo il piacere di poter entrare in Casa Nadal e Las Casas de Museo Mora (o Marqués de Llió) una spettacolare ensamble di stanze e saloni del periodo Medievale-Gotico molto interessante.

Usciti da questa via saremo in Carrer de la Princesa: voltando a sinistra ci dirigiamo verso la prossima tappa.
Arrivati su Via Laietana percorriamola per pochi metri sulla destra.
Lo sguardo sarà sicuramente catturato dalle Mura Medievali che si presenteranno in tutto il loro splendore.
Andiamole incontro e percorriamo Carrer de la Tapineria per trovarci alla nostra destra Baixada de la Llibreteria.
Solo pochi metri e di nuovo a destra lungo Carrer del Veguer per arrivare nella bella Plaça del Rei, punto chiave del gotico barcellonese.
Sullo sfondo abbiamo la facciata del Palazzo Reale, la residenza dei re della corona d’Aragona e Catalogna che ora ospita il Saló del Tinell.
A destra la cappella di Santa Agata (del XV secolo) mentre a sinistra la Torre del Rei Martí.

Qui ha sede il MUHBA il Museo d’Historia de Barcelona che vi offrirà una esaustiva panoramica sulle trasformazioni che questa città ha vissuto lungo questi secoli.
Mi piace poter concludere questa Ruta con uno dei posti meglio esplicativi per la storia Medievale-Gotica di Barcellona e della Catalunya.
Da qui per tornare al punto di partenza vi occorreranno pochi passi.
Seguendo la Baixada de Santa Clara sarete proprio dietro la Cattedrale de la Seu!
Però seguendo interamente Carrer de la Pietat torneremo in quel punto dove c’era quel famoso ponte…

Non tutti ci fanno caso: voi si! (perchè ci sono io a dirvelo!).
Sotto al ponte c’è un teschio attraversato da un pugnale…
… e qui l’ultima leggenda…

Colui che ha costruito il ponte, a causa di un tradimento da parte di chi glielo aveva commissionato, gli aveva messo un avvertimento come eventuale vendetta.
Altri sostengono che osservandolo si può esprimere un desiderio che si avverrà.
Altri ancora che porti semplicemente fortuna guardando il teschio negli occhi.

Io voglio credere ai desideri ed alla fortuna che questo “messaggio” potrà esaudire.
Mucha Mierda!

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